Il Diametro dei Fori dell’Olio Influisce sulla Velocità di un Cilindro Oleodinamico?

Perché Fori Idraulici Più Grandi Non Significano Sempre Prestazioni Migliori

Quando si progetta un circuito oleodinamico per uno stampo a iniezione, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla pressione, sulla forza sviluppata dal cilindro e sulla corsa.

Esiste però un parametro progettuale che genera frequentemente discussioni tra costruttori di stampi, OEM e produttori di cilindri oleodinamici:

il diametro dei fori di alimentazione dell’olio.

A prima vista la risposta sembrerebbe ovvia.

Fori più grandi dovrebbero consentire un maggiore passaggio dell’olio e quindi movimenti più rapidi del cilindro.

Questa affermazione è solo parzialmente corretta.

Le prestazioni di un cilindro oleodinamico dipendono infatti da molto più del diametro di un raccordo filettato.

La geometria dei passaggi interni, la progettazione del cilindro, il circuito idraulico e la portata disponibile influenzano tutti la velocità con cui il cilindro può riempirsi e trasformare l’energia idraulica in movimento.

Un interessante caso reale affrontato dal Vega Technical Department dimostra perché scegliere il corretto diametro dei fori dell’olio non significa semplicemente realizzare fori più grandi.


La Richiesta di Faurecia

La discussione nacque da una precisa specifica tecnica imposta da Faurecia.

Nelle specifiche dello stampo era richiesto che i circuiti oleodinamici avessero un diametro di 8 mm.

Questa richiesta creava però un problema al costruttore dello stampo, perché i cilindri oleodinamici Vega standard erano normalmente realizzati con fori di alimentazione da 5 mm.

Come spiegò Bruno Barne, ogni nuovo progetto richiedeva una discussione con il cliente perché le specifiche dello stampo prevedevano passaggi idraulici più grandi rispetto a quelli disponibili sui cilindri standard.

Dal punto di vista del cliente il ragionamento sembrava perfettamente logico.

Mantenendo un circuito oleodinamico da 8 mm sarebbe stata garantita una portata sufficiente a preservare la velocità della piastra di espulsione.

Una conclusione apparentemente corretta.

Ma l’oleodinamica è molto più complessa.


Un Foro Più Grande Rende Davvero Più Veloce il Cilindro?

Molti progettisti associano automaticamente un foro idraulico di diametro maggiore a una maggiore velocità del cilindro.

Nella pratica il comportamento è molto più articolato.

La velocità di un cilindro dipende dall’intero sistema oleodinamico, compresi:

  • portata della pompa;
  • viscosità dell’olio;
  • perdite di carico;
  • diametro delle tubazioni;
  • geometria dei collettori;
  • capacità delle valvole;
  • passaggi interni del cilindro.

Il foro filettato rappresenta soltanto uno dei numerosi restringimenti presenti nel circuito.

Aumentarne il diametro non elimina automaticamente tutte le altre limitazioni al flusso.

Per questo motivo un progettista esperto analizza sempre l’intero percorso dell’olio prima di modificare il diametro delle connessioni.


Vega Ha Analizzato i Progetti Precedenti

Anziché proporre immediatamente una nuova soluzione, Stefano Rogora verificò innanzitutto quanto era stato realizzato nei precedenti progetti Faurecia.

Confermò che i cilindri forniti nel 2011 erano stati costruiti con fori dell’olio da 6,5 mm, e non con il diametro standard da 5 mm.

Questa informazione si rivelò estremamente utile.

Invece di partire da ipotesi teoriche, Vega analizzò una soluzione già sperimentata con successo in produzione.

È un approccio tipico dell’ingegneria.

Prima di modificare un progetto, conviene sempre verificare ciò che ha già dimostrato di funzionare.


Esisteva Già un Cilindro Speciale

L’analisi mise in evidenza un altro dettaglio molto interessante.

Per un precedente progetto, nel quale era richiesta l’intercambiabilità con cilindri HPS, Vega aveva già sviluppato un corpo cilindro speciale.

Questa versione prevedeva:

  • fori di ingresso olio da 10 mm per i primi 10 mm di profondità;
  • un successivo restringimento interno a 6,5 mm per il resto del passaggio idraulico.

Questa soluzione dimostra un importante principio progettuale.

Il raccordo visibile all’esterno rappresenta soltanto una parte del percorso dell’olio.

Anche la geometria interna del cilindro influisce in modo determinante sulle prestazioni.

Realizzare un foro esterno più grande non garantisce automaticamente un miglioramento della portata se all’interno del cilindro esistono comunque altri restringimenti.


La Portata è Sempre un Compromesso

Ogni circuito oleodinamico è il risultato di un equilibrio.

Aumentare la portata tende normalmente ad aumentare la velocità del cilindro.

Allo stesso tempo, il passaggio dell’olio attraverso sezioni ridotte provoca maggiori velocità del fluido e maggiori perdite di carico.

Il progettista deve quindi trovare il miglior compromesso tra:

  • velocità del cilindro;
  • perdite di pressione;
  • portata disponibile della pompa;
  • dimensioni compatte del cilindro;
  • costi di produzione.

Scegliere il foro più grande possibile non rappresenta sempre la soluzione migliore.

L’obiettivo consiste nel progettare un circuito capace di offrire le prestazioni richieste senza introdurre inutili complicazioni.


La Valutazione del Vega Technical Department

Piuttosto che basarsi su semplici supposizioni, Stefano Rogora analizzò il comportamento idraulico della soluzione proposta.

Spiegò che riducendo la sezione utile di passaggio dell’olio si sarebbe naturalmente ridotta la velocità del cilindro, poiché la stessa quantità di olio avrebbe impiegato più tempo a riempire la camera del cilindro.

Aggiunse inoltre che sarebbero cambiate anche le condizioni di pressione e che la temperatura dell’olio avrebbe potuto aumentare leggermente, pur senza rappresentare un problema significativo per il funzionamento dell’impianto.

Questa risposta evidenzia uno degli aspetti più importanti dell’ingegneria oleodinamica.

Un progettista non definisce un componente semplicemente “giusto” o “sbagliato”.

Analizza invece le conseguenze di ogni scelta progettuale, lasciando poi al cliente il compito di valutare quale compromesso sia più adatto alla propria applicazione.


La Progettazione Oleodinamica Va Oltre il Diametro di un Foro

Uno degli insegnamenti più importanti di questo caso è che le prestazioni di un sistema oleodinamico non possono essere valutate osservando una sola quota.

Il diametro del foro di alimentazione rappresenta soltanto una variabile di un sistema molto più complesso.

Le prestazioni dipendono infatti dall’interazione tra:

  • centralina oleodinamica;
  • valvole;
  • collettori;
  • tubazioni;
  • raccordi;
  • progettazione interna del cilindro;
  • caratteristiche dell’olio.

Ottimizzare un solo elemento ignorando tutti gli altri raramente porta ai risultati desiderati.


Guardare Oltre il Diametro dei Fori

La discussione tra Faurecia e il Vega Technical Department dimostra che scegliere il cilindro corretto richiede molto più del semplice rispetto di una specifica tecnica.

Disporre di un circuito oleodinamico da 8 mm non garantisce automaticamente tempi ciclo inferiori.

È invece necessario comprendere come l’olio attraversa l’intero circuito e in che modo ogni singolo restringimento influenza le prestazioni complessive del sistema.

Perché Scegliere il Cilindro Giusto è Spesso Meglio che Ingrandire i Fori dell’Olio

Nella prima parte abbiamo analizzato il confronto tecnico tra Faurecia e il Vega Technical Department riguardo alla richiesta di utilizzare circuiti oleodinamici da 8 mm invece dei tradizionali fori di alimentazione presenti sui cilindri compatti Vega.

L’analisi ha dimostrato che il diametro dei fori rappresenta soltanto uno dei tanti elementi che influenzano il comportamento di un circuito oleodinamico.

Velocità, perdite di carico e prestazioni complessive dipendono infatti dall’intero sistema idraulico.


Ogni Restringimento Influisce sulla Portata

Quando l’olio percorre un circuito oleodinamico incontra numerosi punti che limitano il flusso:

  • tubazioni;
  • raccordi;
  • collettori;
  • valvole;
  • fori filettati;
  • passaggi interni del cilindro.

Aumentare il diametro di un solo passaggio raramente trasforma completamente il comportamento del sistema.

Se un altro componente continua a rappresentare il punto più restrittivo del circuito, il miglioramento ottenuto sarà inevitabilmente limitato.

Per questo motivo un progettista esperto analizza sempre l’intero percorso dell’olio prima di modificare il diametro dei fori.


Fori Più Grandi Non Significano Sempre Prestazioni Migliori

Un foro di alimentazione più grande facilita normalmente il passaggio dell’olio.

Tuttavia comporta anche alcuni svantaggi.

Tra questi:

  • maggiori costi di lavorazione;
  • perdita della standardizzazione;
  • minore intercambiabilità;
  • componenti speciali;
  • gestione più complessa dei ricambi.

Per aziende che costruiscono centinaia di stampi ogni anno, mantenere componenti standardizzati è spesso molto più importante che aumentare di pochi millimetri il diametro dei fori.

L’ingegneria consiste proprio nel trovare il miglior equilibrio tra prestazioni e semplicità costruttiva.


Vega Ha Cercato una Soluzione Più Intelligente

L’obiettivo iniziale era capire se fosse opportuno realizzare cilindri con passaggi dell’olio maggiorati per soddisfare le specifiche Faurecia.

Prima di modificare il prodotto, però, il Vega Technical Department analizzò i progetti precedenti, verificò le soluzioni già utilizzate e valutò il comportamento del circuito oleodinamico.

Questo è il modo corretto di affrontare qualsiasi problema tecnico.

Prima si verifica se esiste già una soluzione efficace.

Solo successivamente si valuta una modifica progettuale.


La Soluzione Definitiva È Arrivata Durante la Riunione Tecnica

Lo scambio di e-mail rappresentava soltanto il primo passo.

Durante una successiva videoconferenza tecnica tra il Vega Engineering Team e Faurecia, la discussione si è spostata da una semplice modifica dei fori dell’olio alla scelta del cilindro più adatto.

Dopo aver analizzato le reali esigenze applicative, il team tecnico Vega ha concluso che non era conveniente sviluppare continuamente versioni speciali del cilindro.

La soluzione consigliata è stata invece quella di adottare prodotti già progettati per offrire prestazioni idrauliche superiori.

Le due famiglie suggerite sono state:

  • V500CZ
  • V450CM-YES

Questa raccomandazione è emersa durante la riunione tecnica e rappresenta l’evoluzione naturale dell’analisi iniziata nelle e-mail.


Perché il V500CZ

Il V500CZ è stato sviluppato come evoluzione della storica serie V450CM.

Offre:

  • maggiore flessibilità nelle corse;
  • completa intercambiabilità con numerosi concorrenti;
  • possibilità di ammortizzamento;
  • maggiore versatilità nei fissaggi;
  • prestazioni elevate anche nei cicli ad alta velocità.

Per applicazioni automotive caratterizzate da tempi ciclo molto ridotti, rappresenta una soluzione decisamente più moderna rispetto alla semplice modifica dei fori di alimentazione.


Perché Anche il V450CM-YES

Non tutte le applicazioni richiedono il massimo delle prestazioni.

Per molti stampi automotive il V450CM-YES rappresenta un eccellente compromesso tra:

  • prestazioni;
  • costo;
  • affidabilità;
  • standardizzazione.

In molti casi scegliere il cilindro corretto è molto più efficace che personalizzare un prodotto standard.


L’Ingegneria Significa Scegliere il Prodotto Corretto

Uno degli insegnamenti più importanti di questo caso riguarda proprio il metodo seguito dal Vega Engineering Team.

Invece di progettare continuamente versioni speciali, Vega ha suggerito di utilizzare cilindri già ottimizzati per applicazioni ad elevate prestazioni.

Questa scelta offre numerosi vantaggi:

  • migliore portata dell’olio;
  • maggiore velocità del cilindro;
  • minori perdite di carico;
  • componenti standard;
  • tempi di consegna inferiori;
  • manutenzione semplificata;
  • minore costo complessivo.

È una filosofia progettuale che privilegia la soluzione più efficiente anziché la personalizzazione fine a sé stessa.


Le Prestazioni Dipendono dall’Intero Cilindro

Questo caso dimostra chiaramente che le prestazioni di un cilindro oleodinamico non dipendono esclusivamente dal diametro dei fori.

Entrano infatti in gioco numerosi fattori:

  • progettazione del circuito;
  • portata della pompa;
  • geometria dei collettori;
  • passaggi interni del cilindro;
  • corsa;
  • massa movimentata;
  • architettura del cilindro.

Per questo motivo un progettista esperto valuta sempre il sistema completo prima di modificare un singolo dettaglio.


Conclusioni

La discussione tra Faurecia e il Vega Technical Department è partita da una semplice domanda:

“È meglio utilizzare fori da 8 mm?”

La risposta finale è stata molto più interessante.

Le prestazioni di un circuito oleodinamico non dipendono esclusivamente dal diametro dei fori di alimentazione.

Dipendono dalla progettazione complessiva del cilindro.

Per questo motivo, durante il successivo incontro tecnico, il Vega Engineering Team ha raccomandato l’utilizzo dei V500CZ oppure dei V450CM-YES, dimostrando che la scelta della famiglia di cilindri corretta è spesso molto più efficace che modificare il diametro dei passaggi dell’olio.

L’insegnamento finale è semplice ma fondamentale:

Il cilindro più veloce non è quello con i fori più grandi, ma quello progettato per garantire il miglior equilibrio tra portata, pressione, affidabilità e prestazioni.


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