Come scegliere un cilindro idraulico di bloccaggio per uno stampo a iniezione: un caso reale di progettazione

Introduzione

La scelta del cilindro idraulico corretto per uno stampo a iniezione non consiste semplicemente nel selezionare un cilindro con un alesaggio sufficientemente grande.

Quando un cilindro idraulico viene utilizzato per movimentare e bloccare una slitta, un’anima, un inserto o un altro componente mobile all’interno di uno stampo, è necessario comprendere le forze che agiscono realmente sul meccanismo durante il ciclo di stampaggio.

Questo aspetto diventa particolarmente importante quando il sistema incorpora un cuneo inclinato.

Un cuneo può fornire un significativo vantaggio meccanico durante la fase di bloccaggio, consentendo a un cilindro idraulico relativamente compatto di gestire forze molto elevate generate dalla pressione di iniezione.

Allo stesso tempo, però, la stessa geometria può rendere più impegnativo il movimento inverso.

Un caso reale analizzato dall’ufficio tecnico Vega sullo stampo FZ-15119 rappresenta un interessante esempio di come queste forze possano essere valutate per selezionare il cilindro idraulico appropriato.

L’analisi considerava un angolo del cuneo di 25°, una pressione stimata nella cavità di 350 bar, la superficie frontale esposta alla pressione di iniezione, la superficie laterale del componente stampato, l’adesione della plastica e un coefficiente di attrito ipotizzato.


1. Perché la scelta del cilindro richiede più del semplice calcolo dell’alesaggio

In una normale applicazione idraulica, il dimensionamento di un cilindro parte spesso da una relazione relativamente semplice:

F = P × A

dove:

  • F = forza del cilindro
  • P = pressione idraulica
  • A = area efficace del pistone

In uno stampo a iniezione, tuttavia, questa è soltanto la prima parte del problema.

Il cilindro può essere collegato a una slitta o a un’anima attraverso un sistema meccanico di bloccaggio.

Durante l’iniezione, la pressione della plastica nella cavità può generare una forza molto elevata sul componente mobile.

Per questo motivo, l’intero sistema meccanico deve essere analizzato prima di scegliere il cilindro.

Tra i parametri da considerare troviamo:

  • superficie frontale o proiettata;
  • pressione nella cavità;
  • geometria del cuneo;
  • vantaggio meccanico;
  • attrito;
  • adesione della plastica;
  • superficie laterale del componente stampato;
  • direzione del movimento richiesto;
  • pressione idraulica disponibile;
  • margine di sicurezza.

Un cilindro apparentemente adeguato sulla base della sola forza nominale potrebbe quindi risultare insufficiente quando si considera il comportamento reale del meccanismo.


2. Il ruolo del cuneo inclinato

Il cuneo è uno dei principi meccanici più utilizzati per moltiplicare una forza.

In uno stampo a iniezione, un cuneo inclinato può trasformare la forza lineare relativamente contenuta generata dal cilindro idraulico in una forza molto maggiore applicata alla slitta o all’anima.

Questo è particolarmente utile quando lo stampo deve resistere a pressioni di iniezione elevate.

Tuttavia, il vantaggio meccanico del cuneo deve essere valutato in entrambe le direzioni.

Durante il bloccaggio, il cuneo può moltiplicare la forza disponibile.

Durante lo sbloccaggio o la retrazione, il cilindro deve invece superare:

  1. la forza generata dal materiale plastico;
  2. l’attrito tra i componenti;
  3. gli effetti della geometria del cuneo;
  4. l’adesione tra plastica e acciaio.

Per questo motivo, un cilindro che sembra adeguato per spingere una slitta nella posizione di bloccaggio può non essere necessariamente sufficiente per riportarla nella posizione iniziale.

La documentazione tecnica Vega evidenzia proprio l’importanza dei sistemi di bloccaggio meccanico e del corretto dimensionamento della forza di trazione nei cilindri utilizzati negli stampi.


3. Un caso reale: lo stampo FZ-15119

Nel caso FZ-15119, l’ufficio tecnico Vega analizzò una nuova versione del disegno dello stampo.

Il meccanismo utilizzava un cuneo con angolo di 25°.

Il primo passo consisteva nel calcolare la forza generata dalla pressione di iniezione.

Per la prima configurazione della slitta, la superficie frontale totale era di circa:

173,7 cm²

La pressione stimata della plastica nella cavità era:

350 bar

La forza teorica risultante era:

60.795 kgf

Si tratta di una forza estremamente elevata.

Tuttavia, considerando la geometria del cuneo a 25°, l’analisi Vega stimava una riduzione della forza di spinta di circa il 50%.

La forza reale risultante veniva quindi stimata in:

30.397 kgf

Questi valori sono riportati direttamente nel calcolo tecnico originale Vega.

Questo esempio dimostra un principio importante:

la pressione nella cavità non deve essere automaticamente trasformata in un carico diretto sul cilindro senza considerare la geometria del meccanismo.

Il cuneo modifica infatti il rapporto tra la forza generata dalla pressione di iniezione e quella effettivamente trasmessa attraverso il sistema di bloccaggio.


4. Calcolo della forza di trazione

La seconda parte dell’analisi è spesso più complessa.

Quando la slitta deve rientrare, il cilindro deve superare la resistenza generata dal materiale plastico e dal sistema meccanico.

Per la prima slitta, Vega considerò una superficie laterale totale di circa:

187,4 cm²

Il coefficiente di adesione della plastica considerato era:

20 kg/cm²

La forza teorica di trazione risultava quindi:

187,4 × 20 = 3.748 kgf

circa.

A questo valore doveva essere applicato anche l’effetto dell’attrito.

Poiché il valore reale del coefficiente di attrito non era disponibile, nel calcolo fu assunto:

μ = 0,2

La forza di trazione ipotetica risultava quindi di circa:

3.052 kgf

Sulla base di questa analisi, il cilindro ritenuto adatto era un:

CF071

con una pressione di esercizio minima di:

160 bar.


5. Perché l’adesione della plastica è importante

Una delle forze che vengono più facilmente sottovalutate nella progettazione degli stampi a iniezione è l’adesione della plastica.

Dopo l’iniezione, il componente stampato può rimanere fortemente a contatto con l’anima o con la slitta.

La forza necessaria per estrarlo non dipende quindi soltanto dal peso del pezzo.

Può essere invece fortemente influenzata dalla superficie di contatto e dall’adesione tra polimero e acciaio.

È proprio per questo che nel caso FZ-15119 viene considerata la superficie laterale del componente.

Maggiore è la superficie di contatto, maggiore può essere la forza necessaria per l’estrazione.

Questo aspetto diventa particolarmente importante in presenza di:

  • anime profonde;
  • grandi slitte laterali;
  • componenti con superfici avvolgenti;
  • materiali con elevata adesione;
  • angoli di sformo ridotti;
  • geometrie complesse.

La corretta valutazione della forza di trazione è quindi essenziale per evitare di scegliere un cilindro sottodimensionato. La stessa metodologia è oggi utilizzata nei contenuti tecnici Vega dedicati al calcolo della forza di trazione negli stampi con bloccaggio meccanico.


6. Una seconda configurazione: Slide 3

La stessa metodologia venne applicata a una seconda configurazione dello stampo.

Per Slide 3, la superficie frontale totale era di circa:

102,7 cm²

Con la stessa pressione stimata nella cavità:

350 bar

la forza teorica di spinta risultava:

35.945 kgf

Dopo aver considerato il cuneo a 25°, la forza reale veniva stimata in:

17.972 kgf

Anche in questo caso, quindi, la geometria meccanica modificava significativamente la forza rispetto al valore teorico derivante direttamente dalla pressione di iniezione.

La superficie laterale era invece:

89 cm²

Applicando il coefficiente di adesione di:

20 kg/cm²

si otteneva una forza teorica di trazione pari a:

1.780 kgf

Considerando il coefficiente di attrito assunto pari a 0,2, la forza di trazione ipotetica risultava:

1.425 kgf

Per questa configurazione, il cilindro indicato dall’ufficio tecnico Vega era:

CF056

con una pressione di esercizio minima di:

140 bar.


7. Due slitte, due cilindri

Il caso FZ-15119 dimostra perché non sia corretto scegliere un unico cilindro semplicemente perché è stato utilizzato con successo in un’altra parte dello stesso stampo.

Le due configurazioni utilizzano lo stesso metodo di analisi, lo stesso angolo del cuneo e la stessa pressione stimata, ma presentano superfici e forze differenti.

Parametro Slide 1 Slide 3
Superficie frontale 173,7 cm² 102,7 cm²
Pressione cavità 350 bar 350 bar
Forza teorica di spinta 60.795 kgf 35.945 kgf
Angolo cuneo 25° 25°
Forza reale di spinta 30.397 kgf 17.972 kgf
Superficie laterale 187,4 cm² 89 cm²
Adesione plastica 20 kg/cm² 20 kg/cm²
Coefficiente attrito assunto 0,2 0,2
Forza ipotetica di trazione 3.052 kgf 1.425 kgf
Cilindro selezionato CF071 CF056
Pressione minima 160 bar 140 bar

La differenza è significativa.

Anche utilizzando gli stessi parametri di base, le due configurazioni richiedono cilindri differenti.

Questo è il motivo per cui la scelta del cilindro deve essere effettuata sulla base del meccanismo effettivamente presente nello stampo, e non semplicemente sulla base di una precedente applicazione.


8. La forza di trazione può essere il parametro critico

A prima vista, la forza di spinta potrebbe sembrare il parametro più importante perché la pressione di iniezione può raggiungere centinaia di bar.

Tuttavia, quando lo stampo utilizza un sistema di bloccaggio meccanico correttamente progettato, gran parte del carico generato dall’iniezione può essere trasferita direttamente alla struttura dello stampo.

In questo caso, il cilindro non deve necessariamente sostenere continuamente l’intera forza di iniezione.

La sua funzione critica può diventare invece la retrazione della slitta durante l’apertura dello stampo.

Questa distinzione è fondamentale.

Un sistema con bloccaggio meccanico può quindi consentire l’utilizzo di un cilindro molto più compatto rispetto a quello che sarebbe necessario se il cilindro dovesse contrastare direttamente tutta la pressione di iniezione.

Vega tratta questa applicazione anche attraverso i propri sistemi di cilindri con bloccaggio meccanico e nelle proprie guide tecniche dedicate al supporto della pressione di iniezione.


9. Il coefficiente di attrito deve essere considerato con attenzione

Nel caso FZ-15119, uno degli aspetti dichiaratamente incerti dell’analisi era il coefficiente di attrito.

Il valore reale non era disponibile.

Per questo motivo venne utilizzato un valore ipotetico:

μ = 0,2

È importante sottolineare che si tratta di un’ipotesi di calcolo, non di un valore misurato sullo stampo.

In una reale applicazione industriale, il coefficiente di attrito può variare in funzione di:

  • finitura superficiale;
  • lubrificazione;
  • materiali a contatto;
  • temperatura;
  • contaminazione;
  • allineamento;
  • pressione di contatto;
  • usura;
  • tolleranze costruttive.

Per applicazioni particolarmente critiche, il valore teorico dovrebbe quindi essere verificato attraverso prove pratiche o attraverso un modello ingegneristico più dettagliato.


10. La pressione idraulica è solo una parte del dimensionamento

Una volta determinata la forza necessaria, il cilindro deve essere verificato rispetto alla pressione idraulica disponibile.

La relazione fondamentale è:

F = P × A

Un cilindro con alesaggio maggiore genera una forza superiore alla stessa pressione.

Tuttavia, aumentare semplicemente l’alesaggio non è sempre la soluzione migliore.

Un cilindro più grande può richiedere:

  • maggiore spazio nello stampo;
  • maggiore quantità di olio;
  • raccordi idraulici più grandi;
  • maggiori dimensioni di installazione;
  • maggiore costo;
  • maggiore massa.

L’obiettivo deve quindi essere quello di identificare il cilindro più compatto in grado di garantire il movimento richiesto nelle condizioni operative previste.


11. Una procedura pratica per il dimensionamento

Il caso FZ-15119 suggerisce una procedura semplice e ripetibile per il dimensionamento dei cilindri idraulici negli stampi.

1. Identificare il componente mobile

Stabilire esattamente cosa deve muovere il cilindro:

  • slitta;
  • anima;
  • inserto;
  • perno;
  • carrello;
  • altro componente dello stampo.

2. Determinare le superfici interessate

Calcolare separatamente:

  • superficie frontale esposta alla pressione;
  • superficie laterale rilevante per l’estrazione.

3. Determinare la pressione nella cavità

Utilizzare la pressione prevista nella zona interessata dello stampo.

4. Analizzare il cuneo

Considerare:

  • angolo;
  • direzione del movimento;
  • rapporto meccanico;
  • trasmissione delle forze;
  • attrito.

5. Calcolare la resistenza all’estrazione

Considerare:

  • adesione della plastica;
  • attrito;
  • angolo di sformo;
  • geometria;
  • temperatura;
  • condizioni del componente stampato.

6. Determinare la forza necessaria

Calcolare la forza effettivamente richiesta al cilindro nella direzione di movimento.

7. Selezionare la pressione di lavoro

Verificare la pressione disponibile nel circuito idraulico.

8. Selezionare il cilindro

Determinare:

  • alesaggio;
  • diametro dello stelo;
  • corsa;
  • attacchi;
  • sensori;
  • sistema di bloccaggio.

9. Verificare il sistema completo

Infine, verificare:

  • spazio disponibile;
  • velocità;
  • circuito idraulico;
  • tubazioni;
  • temperatura;
  • frequenza dei cicli;
  • affidabilità richiesta.

12. Dal calcolo alla scelta del cilindro

Il valore aggiunto dell’analisi tecnica non consiste semplicemente nel calcolare una forza.

Il vero obiettivo è trasformare il calcolo in una scelta concreta del cilindro.

Nel caso FZ-15119, il risultato fu:

Slide 1 → CF071 → pressione minima 160 bar

Slide 3 → CF056 → pressione minima 140 bar

Questo dimostra un principio fondamentale nella progettazione degli stampi:

il cilindro deve essere dimensionato in funzione del meccanismo e delle forze reali, non semplicemente in funzione delle dimensioni dello stampo.


13. Perché il bloccaggio meccanico cambia completamente il problema

È importante distinguere tra un cilindro utilizzato per:

  • generare una forza di chiusura;
  • mantenere una slitta in posizione;
  • movimentare una slitta;
  • estrarre un’anima;
  • bloccare meccanicamente un componente.

Queste funzioni non richiedono necessariamente lo stesso tipo di cilindro.

In presenza di un sistema di bloccaggio meccanico, la pressione di iniezione può essere trasferita attraverso componenti strutturali dello stampo invece di essere sostenuta continuamente dal circuito idraulico.

La progettazione diventa quindi più efficiente.

Il cilindro può essere dimensionato principalmente per la movimentazione e per la forza di sbloccaggio o di estrazione.

Vega considera proprio il bloccaggio meccanico una delle possibili soluzioni per supportare la pressione di iniezione negli stampi.


Conclusione

Il caso reale dello stampo FZ-15119 dimostra un principio fondamentale della progettazione idraulica per stampi a iniezione:

il cilindro corretto non può essere scelto considerando soltanto l’alesaggio o la pressione idraulica.

È necessario comprendere l’intero sistema meccanico.

Nel caso analizzato, un cuneo con angolo di 25° modifica significativamente il rapporto tra la pressione di iniezione e la forza effettivamente trasmessa al meccanismo.

Per la prima configurazione, una superficie frontale di 173,7 cm² e una pressione stimata di 350 bar producevano una forza teorica di circa 60.795 kgf. Considerando la geometria del cuneo, la forza reale veniva stimata in circa 30.397 kgf. La successiva analisi della superficie laterale, dell’adesione e dell’attrito portava alla selezione di un CF071 a una pressione minima di 160 bar.

Per la seconda configurazione, la superficie frontale di 102,7 cm² produceva una forza teorica di circa 35.945 kgf e una forza reale di circa 17.972 kgf dopo l’effetto del cuneo. La forza di trazione risultava inferiore e portava alla selezione di un CF056 a una pressione minima di 140 bar.

La lezione progettuale è quindi chiara:

la scelta di un cilindro idraulico per uno stampo a iniezione deve partire dall’analisi delle forze e della geometria del meccanismo, non dal catalogo.

Pressione di cavità, superficie frontale, superficie laterale, angolo del cuneo, adesione della plastica e attrito devono essere considerati come parti di un unico sistema meccanico.

Quando questi parametri vengono analizzati correttamente già nella fase di progettazione dello stampo, è possibile ottenere una soluzione più compatta, affidabile e prevedibile, riducendo al tempo stesso il rischio di scoprire durante la produzione che il cilindro selezionato non è sufficientemente potente.

URL utili da inserire nell’articolo

  1. Come scegliere il cilindro giusto per il tassello dello stampo: forza di spinta — è probabilmente il link più pertinente perché tratta direttamente il calcolo della forza di spinta e della superficie proiettata.
    Leggi l’articolo iCVEGA sulla forza di spinta
  2. Cilindri idraulici per stampi — pagina generale con le categorie Vega per movimentazione carrello, piastra di estrazione, svitamento e bloccaggio meccanico.
    Cilindri idraulici per stampi Vega Cylinders
  3. Cilindri idraulici con bloccaggio meccanico — molto pertinente alla parte dell’articolo relativa al cuneo e al mantenimento della posizione durante l’iniezione.
    Cilindri idraulici con bloccaggio meccanico
  4. V270CG – Cilindro idraulico compatto autobloccante — utile se nell’articolo vuoi collegare il caso storico alla tecnologia Vega attuale. Il V270CG è specificamente indicato per movimentazione e bloccaggio di carrelli, punzoni e spine negli stampi a iniezione.
    V270CG – Cilindro idraulico compatto autobloccante
  5. Auto-bloccaggio dei cilindri idraulici — pagina tecnica italiana che spiega il funzionamento del sistema di bloccaggio meccanico e il pre-carico dello stelo.
    Auto-bloccaggio dei cilindri idraulici
  6. Catalogo dei cilindri idraulici — utile come link generale alla gamma, con le diverse famiglie di cilindri e i relativi configuratori 3D.
    Catalogo cilindri idraulici Vega Cylinders
  7. Cilindri per movimentazione carrello, punzoni e spine — particolarmente coerente con l’applicazione descritta nell’articolo.
    Cilindri per movimentazione carrello e spina
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