Analisi tecnica di una soluzione speciale V450CM con corsa di 130 mm, modifica della posizione del pistone e riferimento meccanico sulla terza piastra
Prima parte dell’articolo QUI!
Negli stampi a iniezione complessi, definire la corsa di un cilindro oleodinamico non significa semplicemente scegliere un valore standard dal catalogo.
La vera difficoltà può essere molto più precisa: dove deve fermarsi la piastra mobile, quale componente deve determinare quella posizione e dove deve essere trasferita la forza generata dal cilindro?
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando i cilindri oleodinamici vengono installati sulla terza piastra di uno stampo 2+1 impronta e il cliente richiede che sia la piastra stessa a determinare la posizione meccanica finale.
Un precedente articolo ha analizzato l’integrazione dei cilindri oleodinamici negli stampi a tre piastre, considerando corsa, geometria dello stelo, fine corsa, allineamento e sensoristica. Questo articolo approfondisce ulteriormente la stessa applicazione, concentrandosi sul problema specifico della definizione del fine corsa inferiore e della modifica necessaria per ottenere una corsa di 130 mm.
L’applicazione ha portato alla realizzazione di una configurazione speciale del cilindro V450CM, con una modifica della geometria interna e una corsa di 130 mm. Il Technical Team di Vega ha inoltre valutato la configurazione con sensore meccanico necessaria per l’applicazione.
1. Perché definire la corsa di un cilindro è più complesso di quanto sembri
Quando un cilindro viene specificato con una determinata corsa, è facile pensare che quel valore corrisponda automaticamente al movimento della piastra dello stampo.
In realtà devono essere considerati diversi riferimenti:
- corpo del cilindro;
- pistone;
- stelo;
- collegamento dello stelo;
- piastra mobile;
- piastra fissa;
- fine corsa meccanico.
La domanda importante non è quindi soltanto:
Quanto si muove il cilindro?
ma:
Quale componente determina la posizione finale del meccanismo dello stampo?
Questa distinzione è diventata fondamentale nell’applicazione analizzata dal Technical Team di Vega.
Il cliente aveva bisogno di circa 130 mm di movimento effettivo, mentre la geometria iniziale avrebbe portato a una configurazione da 125 mm. Per questo motivo era stato chiesto se fosse possibile accorciare lo stelo di 5 mm.
2. Il requisito iniziale: 130 mm invece di 125 mm
La richiesta nasceva dalla geometria della terza piastra.
Il cliente voleva che la terza piastra raggiungesse la propria posizione finale mantenendo 130 mm di movimento del cilindro.
La prima idea era quindi quella di accorciare lo stelo di 5 mm.
A prima vista, sembra una semplice modifica dimensionale.
L’analisi tecnica successiva ha però evidenziato che il problema non era semplicemente la lunghezza dello stelo.
Il vero problema riguardava il riferimento utilizzato per determinare la posizione finale dell’intero meccanismo.
Questa distinzione ha cambiato la soluzione.
3. Perché accorciare semplicemente lo stelo non era la soluzione corretta
La prima risposta tecnica indicava che lo stelo non poteva semplicemente essere accorciato di 5 mm.
Tra le possibilità inizialmente considerate vi era quella di incassare lo stelo nella terza piastra.
Tuttavia, il successivo chiarimento del cliente ha mostrato perché questa soluzione non risolveva completamente il problema.
Il riferimento non doveva essere semplicemente l’estremità fisica dello stelo.
Il cliente aveva bisogno che fosse la terza piastra stessa a diventare il riferimento meccanico assoluto per la posizione inferiore.
La differenza è fondamentale.
Se il riferimento rimane legato alla geometria interna del cilindro o alla posizione dello stelo, modificare semplicemente la lunghezza esterna dello stelo non garantisce necessariamente la posizione assoluta richiesta per la piastra.
4. Posizione relativa e posizione meccanica assoluta
È utile distinguere due diversi tipi di riferimento.
Riferimento relativo
La posizione viene definita rispetto al cilindro, al pistone o allo stelo.
Riferimento meccanico assoluto
La posizione viene definita dal contatto fisico tra la piastra mobile e un altro elemento fisso dello stampo.
In questa applicazione era necessario il secondo principio.
Il cliente voleva che la terza piastra raggiungesse una posizione precisa contro la parte fissa dello stampo, mentre il cilindro continuava ad applicare la forza richiesta.
Questo rendeva necessario intervenire sulla geometria interna del cilindro.
5. Il vero problema era il fondo del cilindro
Il chiarimento tecnico successivo ha modificato l’impostazione della soluzione.
Invece di intervenire semplicemente sulla lunghezza dello stelo, la dimensione importante diventò la posizione del fondo del cilindro rispetto al pistone.
Il cliente spiegò che il fondo del cilindro doveva essere spostato di circa 1–2 mm, in modo che il limite inferiore fosse determinato dalla terza piastra e non dal cilindro stesso.
Questo è il punto tecnico centrale dell’intera applicazione.
L’obiettivo non era semplicemente recuperare 5 mm di spazio.
L’obiettivo era definire correttamente il percorso della forza e il riferimento meccanico.
6. Il percorso della forza previsto
La spiegazione del cliente chiariva anche come doveva essere trasferita la forza.
Nella posizione meccanica inferiore, la forza non doveva essere trasferita dal pistone direttamente al fondo del cilindro.
Il pistone doveva invece continuare ad applicare la forza attraverso lo stelo e quindi alla terza piastra.
La terza piastra sarebbe stata poi sostenuta meccanicamente dalla piastra fissa dello stampo.
Concettualmente:
Pressione oleodinamica
↓
Pistone
↓
Stelo
↓
Terza piastra
↓
Piastra fissa / riferimento meccanico
e non:
Pressione oleodinamica
↓
Pistone
↓
Fondo del cilindro
Questa distinzione è fondamentale.
7. Perché il pistone non deve arrivare a battuta sul fondo del cilindro
Se il pistone raggiunge il fondo del cilindro prima che la piastra raggiunga il riferimento meccanico previsto, è il cilindro stesso a diventare il componente che limita il movimento.
Si crea quindi una condizione meccanica diversa.
Il cliente voleva che fosse la struttura dello stampo, e non il fondo interno del cilindro, a determinare la posizione finale.
Per questo motivo era necessario allontanare il fondo del cilindro dal pistone.
L’obiettivo era garantire che, quando la terza piastra raggiungeva la propria posizione meccanica, rimanesse ancora una distanza interna controllata tra pistone e fondo del cilindro.
8. Creare un gioco di 1–2 mm
L’approccio proposto consisteva quindi nel creare circa 1–2 mm di spazio aggiuntivo nella zona del fondo del cilindro.
In questo modo, quando la terza piastra raggiungeva il proprio fine corsa meccanico, il pistone non sarebbe arrivato contemporaneamente a battuta contro il fondo del cilindro.
Sarebbe rimasto invece un gioco interno controllato.
La proposta tecnica successiva di Vega specificò una modifica di 1,5 mm sul lato del pistone opposto all’uscita dello stelo.
Questa misura di 1,5 mm rappresenta la soluzione tecnica raffinata emersa dalla discussione.
9. Perché 1,5 mm è una dimensione importante
La modifica può sembrare molto piccola.
Tuttavia, il suo scopo non è semplicemente aumentare la corsa del cilindro di 1,5 mm nel senso convenzionale.
La funzione è modificare il rapporto tra pistone e fondo del cilindro nella posizione meccanica finale.
La modifica da 1,5 mm stabilisce quindi la separazione necessaria tra:
- pistone;
- fondo del cilindro;
- riferimento meccanico dello stampo.
È un ottimo esempio di come una piccola modifica dimensionale interna a un cilindro possa avere un effetto importante sul comportamento meccanico dell’intero stampo.
10. La terza piastra diventa il vero riferimento meccanico
Una volta modificata correttamente la geometria del cilindro, la terza piastra può raggiungere la posizione meccanica prevista senza che il pistone raggiunga contemporaneamente il fondo del cilindro.
Il concetto diventa quindi:
La terza piastra si muove
↓
La terza piastra raggiunge il riferimento meccanico fisso
↓
Il cilindro mantiene il gioco interno
↓
La forza oleodinamica continua ad agire sul pistone
Questo è completamente diverso dal progettare il cilindro in modo che sia la sua posizione interna di fine corsa a determinare quella dello stampo.
11. Perché questo aspetto è importante per il progettista dello stampo
Quando un cilindro oleodinamico viene utilizzato per movimentare una piastra dello stampo, il progettista dovrebbe definire esplicitamente:
La posizione finale deve essere determinata dal cilindro oppure dalla struttura dello stampo?
Nessuna delle due soluzioni è automaticamente corretta per ogni applicazione.
Ma se deve essere la struttura dello stampo a definire la posizione finale, il cilindro deve essere progettato in modo che la propria geometria interna non interferisca con questo riferimento meccanico.
Questo era il problema fondamentale dell’applicazione.
12. L’importanza del percorso della forza
Il percorso della forza è importante quanto la posizione.
Nella posizione inferiore, la pressione oleodinamica continua ad agire sul pistone.
Il pistone trasferisce la forza attraverso lo stelo alla terza piastra.
La terza piastra viene quindi sostenuta meccanicamente dalla parte fissa dello stampo.
Il cilindro agisce quindi come attuatore che mantiene la forza, mentre la struttura dello stampo determina la posizione finale.
È una descrizione molto più precisa della funzione del cilindro in questa applicazione.
13. Perché lo stelo doveva essere leggermente più lungo
Una volta modificata la posizione del fondo del cilindro rispetto al pistone, doveva essere considerata anche una conseguenza pratica.
Il cliente propose di realizzare lo stelo leggermente più lungo, in modo che non rientrasse all’interno del cilindro quando quest’ultimo fosse stato rimosso dallo stampo.
Questo è un dettaglio pratico importante.
Il cilindro deve funzionare correttamente non solo quando è installato nello stampo, ma anche durante:
- montaggio;
- smontaggio;
- manutenzione;
- movimentazione.
La lunghezza dello stelo doveva quindi essere coordinata con la geometria interna modificata.
14. Lo stelo e la geometria di bloccaggio della terza piastra
La modifica influenzava anche la geometria della terza piastra.
Poiché lo stelo sarebbe stato leggermente più lungo, anche la lamatura di bloccaggio nella terza piastra doveva essere aumentata di conseguenza.
Questo dimostra un principio importante:
Una modifica a un singolo componente può propagarsi all’intero gruppo meccanico.
La modifica della posizione del pistone influenzava:
- geometria interna del cilindro;
- lunghezza dello stelo;
- geometria della terza piastra;
- bloccaggio dello stelo;
- condizioni di assemblaggio.
15. La soluzione non era semplicemente una “corsa più lunga”
Sarebbe quindi riduttivo descrivere la soluzione semplicemente come:
“Vega ha aumentato la corsa del cilindro.”
La modifica tecnica era molto più specifica.
Il cliente aveva bisogno di:
- 130 mm di movimento;
- riferimento meccanico sulla terza piastra;
- gioco tra pistone e fondo del cilindro nella posizione finale;
- mantenimento della forza oleodinamica sul pistone;
- geometria dello stelo adeguata.
La soluzione finale doveva soddisfare contemporaneamente tutte queste condizioni.
16. La piattaforma V450CM
Il V450CM è la gamma Vega di cilindri oleodinamici compatti a corsa breve per carichi pesanti.
La documentazione ufficiale italiana indica che la versione standard viene prodotta con alesaggi da 16 a 100 mm e corse da 10 a 200 mm. Il V450CM è progettato per applicazioni ad alta pressione e viene utilizzato, tra l’altro, per la movimentazione di carrelli, punzoni, spine e della piastra di estrazione negli stampi a iniezione.
La pressione massima di esercizio indicata da Vega è 450 bar, mentre la portata massima varia in funzione dell’alesaggio.
V450CM – Cilindri idraulici compatti a corsa breve
17. La corsa di 130 mm richiedeva una configurazione speciale
Un dettaglio importante della corrispondenza tecnica è che 130 mm non venivano trattati come una semplice configurazione standard del V450CM per questa applicazione.
Il Technical Team di Vega confermò la possibilità di realizzare il cilindro con la corsa richiesta di 130 mm come versione speciale, insieme alla modifica interna descritta.
Questa distinzione deve essere mantenuta chiaramente.
Non bisogna confondere la gamma standard con una configurazione speciale sviluppata per una specifica applicazione.
Vega dispone inoltre di una gamma dedicata ai cilindri idraulici personalizzati, destinata proprio alle applicazioni nelle quali le configurazioni standard non sono sufficienti.
Cilindri idraulici personalizzati – Vega Cylinders
18. Perché può essere necessario un cilindro speciale negli stampi
Gli stampi a iniezione presentano spesso vincoli dimensionali molto specifici.
Un cilindro standard può avere:
- la forza corretta;
- la geometria generale corretta;
- la tecnologia di sensore appropriata;
ma può comunque richiedere una configurazione speciale a causa della geometria dello stampo.
In questo caso, il movimento richiesto di 130 mm e il particolare riferimento meccanico hanno richiesto una configurazione speciale del V450CM.
Non si tratta necessariamente di progettare un cilindro completamente nuovo.
Può significare modificare con precisione:
- corsa;
- posizione interna;
- geometria dello stelo;
- dimensioni di interfaccia;
- sensoristica.
19. La configurazione del sensore
La configurazione finale comprendeva inoltre un sensore meccanico Vega.
Questa scelta è coerente con l’architettura del V450CM.
La documentazione ufficiale Vega spiega infatti che, essendo il corpo del V450CM completamente in acciaio, i sensori magnetici non sono utilizzabili su questo modello e vengono impiegati sensori meccanici.
Vega offre diverse configurazioni di microinterruttori meccanici per il V450CM, comprese versioni per differenti temperature e modalità di installazione.
Sensori meccanici di fine corsa per cilindri idraulici
20. Perché la scelta del sensore deve essere integrata nella progettazione
Il sensore non determina il fine corsa meccanico.
Fornisce invece al sistema di controllo le informazioni relative alla posizione.
La distinzione è importante:
Struttura meccanica
→ determina dove la piastra si ferma fisicamente.
Sensore
→ comunica al sistema di controllo che la posizione è stata raggiunta.
Questo permette al controllo dello stampo di verificare che il movimento previsto sia stato completato.
21. Riferimento meccanico e feedback elettrico
Una progettazione robusta può quindi combinare due funzioni indipendenti:
Posizionamento meccanico
La terza piastra raggiunge il riferimento meccanico fisso.
Feedback di posizione
Il microinterruttore conferma la posizione del cilindro.
I due sistemi sono complementari.
Il sensore non deve essere considerato un sostituto del fine corsa meccanico, così come il fine corsa meccanico non sostituisce necessariamente il feedback di posizione richiesto dal sistema di controllo.
22. Perché la modifica del fondo del cilindro è più importante della modifica dello stelo
Il problema iniziale sembrava essere un problema di lunghezza dello stelo.
L’analisi successiva ha mostrato che il problema principale era invece il riferimento della posizione finale.
Questa è probabilmente la lezione tecnica più interessante dell’intera applicazione.
La domanda iniziale era:
“Possiamo accorciare lo stelo di 5 mm?”
La domanda corretta è diventata:
“Come possiamo fare in modo che sia la terza piastra, e non il fondo del cilindro, a definire la posizione finale, mantenendo contemporaneamente la forza oleodinamica richiesta?”
La seconda domanda porta a una soluzione ingegneristica molto più completa.
23. Progettare partendo dal percorso della forza
Un approccio utile per applicazioni simili consiste nel partire dalla condizione meccanica finale e procedere a ritroso.
Prima si determina:
Dove deve fermarsi la piastra?
Poi:
Quale componente deve sostenerla fisicamente?
Successivamente:
Dove deve essere trasferita la forza oleodinamica?
Infine:
Quale geometria del cilindro è necessaria affinché tutte queste condizioni possano coesistere?
Nel caso analizzato, la risposta era:
- la terza piastra determina la posizione;
- la struttura fissa dello stampo fornisce il riferimento meccanico;
- il pistone continua a trasmettere la forza attraverso lo stelo;
- il fondo del cilindro mantiene il gioco necessario;
- il V450CM viene modificato di conseguenza.
24. L’importanza di evitare la battuta involontaria del pistone
Un cilindro oleodinamico può raggiungere internamente la fine della propria corsa fisica.
Ma se il meccanismo dello stampo dispone di un proprio fine corsa meccanico, le due posizioni devono essere coordinate.
Se lo stampo raggiunge il proprio fine corsa prima che il pistone raggiunga il fondo del cilindro, il cilindro può continuare a fornire la forza richiesta senza che il pistone diventi l’elemento meccanico limitante.
Se invece il pistone arriva prima a battuta, il cilindro diventa il componente che determina la posizione finale.
L’obiettivo dell’applicazione era chiaramente ottenere la prima condizione.
25. Piccole modifiche dimensionali richiedono una verifica dell’intero sistema
La modifica finale di 1,5 mm dimostra bene quanto possa essere precisa la progettazione di uno stampo.
Una modifica di pochi millimetri ha influenzato:
- posizione del pistone;
- distanza dal fondo del cilindro;
- lunghezza dello stelo;
- lamatura della terza piastra;
- corsa finale;
- condizioni di assemblaggio.
Per questo motivo le modifiche ai cilindri destinati agli stampi dovrebbero essere valutate come modifiche all’intero sistema, non come semplici modifiche dimensionali isolate.
26. Collegamento con l’articolo precedente
Questa applicazione è direttamente collegata al precedente approfondimento dedicato ai cilindri oleodinamici installati su uno stampo a tre piastre, nel quale sono stati analizzati la corsa, la geometria dello stelo, il fine corsa meccanico, l’allineamento e la scelta dei sensori.
Il presente articolo approfondisce uno degli aspetti più importanti emersi in quella progettazione:
come trasferire il riferimento della posizione finale dal cilindro alla struttura dello stampo, mantenendo contemporaneamente la corretta trasmissione della forza oleodinamica.
Non ho trovato una pagina indicizzata con l’URL esatto dell’articolo precedente su icvega.it, quindi non inserisco un URL inventato. Se l’articolo precedente è già pubblicato, il suo URL reale può essere inserito direttamente come link interno in questo paragrafo.
27. Il V450CM e la progettazione di soluzioni speciali
La pagina ufficiale Vega dedicata ai cilindri personalizzati conferma che l’azienda realizza cilindri speciali in funzione delle esigenze specifiche del cliente e mostra anche esempi di V450CM realizzati come speciali su richiesta.
Questo è particolarmente importante nelle applicazioni di stampaggio a iniezione.
Una soluzione speciale non significa necessariamente progettare un cilindro completamente diverso.
Può significare adattare:
- corsa;
- fissaggio;
- geometria dello stelo;
- dimensioni interne;
- sensoristica;
- interfaccia meccanica;
- altri parametri richiesti dal progetto.
L’applicazione analizzata rappresenta proprio questo tipo di approccio.
28. Cosa ha realmente risolto il Technical Team
Il Technical Team non ha semplicemente risolto un problema di interferenza dimensionale.
Ha dovuto risolvere quattro problemi collegati:
1. Corsa
L’applicazione richiedeva 130 mm.
2. Riferimento meccanico
La terza piastra doveva determinare la posizione finale.
3. Trasmissione della forza
Il pistone doveva continuare a trasmettere la forza alla piastra senza arrivare a battuta sul fondo del cilindro.
4. Assemblaggio
La geometria dello stelo e della terza piastra doveva rimanere compatibile con montaggio e smontaggio.
La configurazione speciale finale del V450CM è stata sviluppata tenendo conto di questi requisiti.
29. Checklist pratica per applicazioni simili
Quando si progetta un cilindro oleodinamico per uno stampo a tre piastre, è utile verificare:
Corsa
- Quale movimento è realmente necessario?
- La corsa richiesta è standard?
- È possibile realizzare la corsa come configurazione speciale?
Riferimento meccanico
- Quale componente determina la posizione finale?
- Il riferimento è il cilindro oppure la struttura dello stampo?
Pistone
- Il pistone può arrivare al fondo del cilindro?
- Rimane sufficiente spazio interno quando viene raggiunto il fine corsa meccanico?
Stelo
- Lo stelo ha una lunghezza adeguata?
- Rimane correttamente posizionato durante lo smontaggio?
- La geometria dell’estremità è compatibile con lo stampo?
Terza piastra
- Esiste spazio sufficiente per lo stelo?
- La lamatura è sufficientemente profonda?
- La piastra fornisce il riferimento meccanico previsto?
Sensore
- Quale tecnologia è compatibile con il cilindro?
- Dove deve essere posizionato?
- Il sistema di controllo può rilevare correttamente la posizione?
Assemblaggio
- È stato verificato il modello 3D completo?
- Tutti i giochi sono corretti?
- Il percorso della forza è quello previsto?
30. La lezione ingegneristica più importante
Il punto centrale di questa applicazione è che la corsa non è semplicemente un numero.
Una corsa di 130 mm può avere implicazioni meccaniche completamente diverse a seconda di:
- posizione del cilindro;
- posizione del pistone;
- posizione dello stelo;
- collegamento dello stelo;
- posizione della piastra;
- componente che assorbe la reazione meccanica;
- modalità con cui viene trasmessa la forza.
In questa applicazione, la differenza tra 125 e 130 mm non poteva essere risolta correttamente semplicemente eliminando 5 mm dallo stelo.
Era necessario ripensare il riferimento meccanico completo.
31. Da un problema dimensionale a una soluzione basata sul percorso della forza
Questa è l’evoluzione fondamentale del progetto.
Interpretazione iniziale
Lo stelo è troppo lungo di 5 mm.
Analisi più approfondita
Il riferimento della posizione finale non si trova nel punto corretto.
Soluzione ingegneristica finale
Modificare la geometria del cilindro in modo che la terza piastra determini la posizione finale mentre il pistone continua a trasmettere la forza oleodinamica.
Questa progressione rappresenta un ottimo esempio di problem solving tecnico applicato agli stampi a iniezione.
32. Conclusione
Questa applicazione dimostra come un requisito dimensionale apparentemente molto semplice possa richiedere un’analisi approfondita dell’intero sistema oleodinamico e meccanico.
Il cliente aveva bisogno di 130 mm di movimento e voleva che fosse la terza piastra a determinare la posizione meccanica finale. L’idea iniziale era accorciare lo stelo di 5 mm, ma la discussione tecnica successiva ha dimostrato che questa modifica non avrebbe risolto il problema fondamentale del riferimento.
Il requisito reale era fare in modo che, nella posizione meccanica inferiore, la terza piastra costituisse il riferimento fisico mentre il pistone continuasse a trasmettere la forza attraverso lo stelo. Per questo motivo il fondo del cilindro doveva essere spostato rispetto al pistone di circa 1–2 mm.
La proposta tecnica finale prevedeva una modifica di 1,5 mm sul lato del pistone opposto all’uscita dello stelo, insieme alla corsa richiesta di 130 mm realizzata come configurazione speciale del V450CM.
Anche la geometria dello stelo e la lamatura della terza piastra dovevano essere adattate alla modifica, mentre la configurazione finale comprendeva un sensore meccanico Vega.
Il V450CM è ufficialmente descritto da Vega come un cilindro oleodinamico compatto a corsa breve per carichi pesanti, destinato anche alla movimentazione di elementi e piastre negli stampi a iniezione.
La lezione ingegneristica fondamentale è quindi:
Quando un cilindro oleodinamico viene utilizzato per movimentare una piastra dello stampo, la corsa corretta non è definita soltanto dalla distanza percorsa dallo stelo. Deve essere definita insieme al riferimento meccanico, alla posizione del pistone, al percorso della forza e alla geometria dello stampo.
Nelle applicazioni più impegnative, pochi millimetri possono determinare se sarà il cilindro stesso a diventare il fine corsa oppure se sarà la struttura dello stampo a svolgere correttamente questa funzione.
URL utili e verificati
Ho verificato gli URL e ho mantenuto solo pagine ufficiali Vega in italiano, come richiesto.
1. V450CM – Cilindri idraulici compatti a corsa breve
V450CM – Cilindri idraulici compatti a corsa breve
Pagina principale del V450CM, con caratteristiche della serie, alesaggi, corse e applicazioni.
2. Sensori meccanici di fine corsa
Sensori meccanici per cilindri idraulici
Pagina dedicata ai microinterruttori meccanici per V450CM. Vega specifica che il corpo del V450CM è completamente in acciaio e che per questo modello vengono utilizzati sensori meccanici.
3. Cilindri idraulici personalizzati
Cilindri idraulici personalizzati
Pagina particolarmente utile per collegare l’articolo al concetto di configurazione speciale. Vega mostra anche esempi di V450CM realizzati come speciali su richiesta.
4. Cilindri idraulici per movimentazione della piastra di estrazione
Cilindri idraulici per movimentazione piastra di estrazione
Pagina dedicata ai cilindri Vega utilizzati per la movimentazione delle piastre negli stampi a iniezione; include V220CC, V400CL, V450CM, V450CM-YES e V500CZ.
5. Cataloghi cilindri idraulici
Cataloghi cilindri idraulici Vega
Utile come riferimento generale per le diverse famiglie di cilindri e relative applicazioni.
6. Gamma completa cilindri idraulici
Cilindri idraulici per stampi – Gamma Vega
Panoramica della gamma Vega e accesso alle diverse configurazioni e categorie di cilindri.
7. Materiali e componenti dei cilindri
Materiali e componenti dei cilindri idraulici
Pagina tecnica generale sui materiali e componenti utilizzati nei cilindri Vega.




