Le perdite d’olio sono tra i problemi più importanti da analizzare quando un cilindro idraulico viene utilizzato all’interno di uno stampo a iniezione o in un’applicazione di pressofusione. Una perdita visibile, tuttavia, non significa necessariamente che il cilindro presenti un difetto di fabbricazione o di progettazione.
Per individuare la causa reale è necessario analizzare sistematicamente:
- sistema di tenuta;
- condizioni delle guarnizioni;
- superficie dello stelo;
- dimensioni e geometrie dei componenti;
- condizioni di montaggio;
- pressione di esercizio;
- portata;
- temperatura;
- fluido idraulico;
- numero di cicli;
- condizioni effettive dell’applicazione.
Un caso tecnico reale analizzato da Vega mostra molto bene perché questo approccio sia necessario.
1. Perché una perdita d’olio richiede un’indagine tecnica
Quando compare olio intorno a un cilindro idraulico, la conclusione più immediata è spesso:
“La guarnizione è danneggiata e deve essere sostituita.”
È un’ipotesi comprensibile, ma non necessariamente corretta.
Un cilindro idraulico contiene infatti diverse zone nelle quali la tenuta dipende dalla corretta combinazione di:
- geometria della guarnizione;
- materiale della guarnizione;
- dimensioni della sede;
- tolleranze;
- finitura superficiale;
- condizioni di montaggio;
- condizioni dello stelo;
- pressione;
- temperatura;
- fluido idraulico;
- numero di cicli.
Un O-ring danneggiato, per esempio, può produrre esattamente lo stesso sintomo di un presunto difetto del cilindro:
olio che fuoriesce dal cilindro.
Per questo motivo, il primo obiettivo dell’analisi non dovrebbe essere semplicemente sostituire la guarnizione, ma identificare esattamente da dove proviene la perdita e perché si è verificata.
2. La prima domanda: da dove proviene l’olio?
La posizione della perdita è una delle informazioni più importanti durante una diagnosi.
Una perdita può provenire da:
Zone di tenuta statica
Sono interfacce nelle quali i componenti non hanno movimento relativo.
Per esempio:
- interfaccia tra cartuccia e corpo;
- coperchi;
- tappi;
- O-ring statici;
- connessioni filettate.
Zone di tenuta dinamica
Sono invece le zone nelle quali esiste un movimento relativo.
Per esempio:
- guarnizione dello stelo;
- guarnizioni del pistone;
- guide;
- sistemi di tenuta dinamici.
Danni meccanici esterni
Anche un danno allo stelo può compromettere la tenuta.
Un’ammaccatura, un graffio o un’altra imperfezione superficiale possono infatti interagire con il sistema di tenuta durante il movimento dello stelo.
È quindi importante ricordare che:
la presenza di una guarnizione danneggiata non identifica automaticamente la causa che ha provocato il danno.
L’indagine deve continuare fino a individuare l’origine del problema.
3. Il caso Vega: due cilindri, due problemi differenti
Nel caso analizzato da Vega, due cilindri dello stesso tipo furono restituiti per un’analisi tecnica dopo che erano state segnalate perdite d’olio durante il funzionamento.
I cilindri erano del modello CR080036D0GGGM100.
I due cilindri furono inizialmente sottoposti al normale collaudo in ingresso, della durata di circa 20 minuti, senza che venissero riscontrate anomalie.
Questo primo risultato era già significativo.
Un cilindro che viene segnalato come soggetto a perdita durante l’utilizzo ma che non manifesta anomalie durante un primo test controllato non può essere automaticamente classificato come difettoso.
Per questo motivo i cilindri furono successivamente installati e testati singolarmente sul banco prova normalmente utilizzato da Vega per i test di validazione dei prodotti.
4. L’analisi dell’O-ring statico
L’indagine tecnica identificò, su uno dei cilindri, un deterioramento dell’O-ring statico della cartuccia porta-guarnizioni come elemento associato alla perdita d’olio.
Questo risultato richiedeva però un’ulteriore domanda:
perché l’O-ring si era deteriorato?
Vega effettuò tutti i controlli dimensionali e geometrici necessari e non rilevò anomalie riconducibili a difetti di lavorazione o di progetto.
L’analisi si spostò quindi dalla semplice identificazione della guarnizione danneggiata alla ricerca delle possibili cause del suo deterioramento.
5. Perché il montaggio può influenzare la tenuta
Un O-ring statico può sembrare un componente estremamente semplice, ma la sua corretta installazione è fondamentale per ottenere una tenuta affidabile.
Durante il montaggio possono influire negativamente, per esempio:
- posizionamento non corretto;
- deformazione eccessiva;
- torsione dell’O-ring;
- danneggiamento durante l’inserimento;
- contaminazione;
- condizioni di assemblaggio non corrette.
Nel caso analizzato, Vega non poteva escludere completamente a priori un eventuale errore durante la fase di montaggio, pur non avendo rilevato anomalie di lavorazione o progettazione. Per questo motivo fu riconosciuta una garanzia di tipo commerciale.
Questo punto è importante dal punto di vista ingegneristico.
Una guarnizione danneggiata non significa automaticamente:
“La guarnizione era difettosa.”
Bisogna chiedersi:
“La guarnizione era difettosa oppure è stata danneggiata durante il montaggio?”
Le due situazioni richiedono interventi completamente diversi.
6. Difetto di fabbricazione o problema di montaggio?
Durante l’analisi di una perdita è utile distinguere le possibili cause in categorie.
Possibili cause legate alla fabbricazione o alla progettazione
Per esempio:
- dimensioni errate della sede;
- tolleranze non corrette;
- geometria non conforme;
- finitura superficiale inadeguata;
- guarnizione non corretta;
- interferenze dimensionali;
- difetti di lavorazione.
Possibili cause legate al montaggio
Per esempio:
- installazione non corretta;
- O-ring danneggiato durante l’inserimento;
- posizionamento errato;
- contaminazione;
- procedura di assemblaggio non corretta.
Possibili cause legate alle condizioni operative
Per esempio:
- pressione eccessiva;
- temperatura eccessiva;
- fluido idraulico non appropriato;
- numero di cicli elevato;
- carichi meccanici anomali.
Possibili cause meccaniche esterne
Per esempio:
- danneggiamento dello stelo;
- urti;
- corpi estranei;
- installazione non corretta del cilindro;
- interferenze con altri componenti dello stampo.
L’obiettivo dell’analisi è quindi distinguere tra queste possibilità, invece di attribuire automaticamente la responsabilità al cilindro.
7. Il secondo cilindro: un’ammaccatura sullo stelo
Il secondo cilindro presentava invece una problematica differente.
Durante l’analisi fu rilevata un’ammaccatura sullo stelo, considerata rilevante nell’ambito della problematica di perdita d’olio.
Questo generò una domanda molto concreta da parte del cliente:
come poteva essersi ammaccato lo stelo se il cilindro era installato all’interno dello stampo e non era mai stato smontato?
Questa domanda fu effettivamente sollevata nella corrispondenza relativa al caso.
Ma anche in questo caso, la semplice presenza dell’ammaccatura non permette di stabilire automaticamente quando o come sia stata provocata.
È necessario analizzare:
- installazione del cilindro;
- componenti circostanti;
- possibili interferenze;
- operazioni di montaggio;
- movimentazione;
- condizioni operative;
- eventuali interventi di manutenzione.
8. Perché la superficie dello stelo è fondamentale
Lo stelo non è soltanto un componente strutturale del cilindro.
È anche la superficie sulla quale lavora il sistema di tenuta dinamico.
Per questo motivo la sua superficie deve mantenere le caratteristiche necessarie per garantire il corretto funzionamento delle guarnizioni.
Un’ammaccatura o un’altra irregolarità significativa può infatti interagire con la guarnizione durante ogni movimento dello stelo.
In questo modo un danno meccanico apparentemente localizzato può diventare progressivamente un problema di tenuta.
Nel caso analizzato, Vega precisò che i cilindri vengono sottoposti a collaudo al 100% prima della spedizione e che un’ammaccatura così evidente non sarebbe dovuta passare inosservata durante il collaudo.
9. Il collaudo al 100% prima della spedizione
Questo è un elemento importante dell’analisi.
Secondo la documentazione relativa al caso, i cilindri Vega vengono collaudati al 100%, e non a campione, prima della spedizione al cliente.
Questo fornisce un punto di riferimento oggettivo per l’indagine.
Se un cilindro supera il collaudo in fabbrica e successivamente presenta un danno meccanico evidente, l’analisi deve necessariamente considerare ciò che può essere accaduto dopo la spedizione.
Questo non dimostra automaticamente dove sia stato provocato il danno.
Dimostra però che la condizione del componente al momento del collaudo finale costituisce una parte importante della ricostruzione tecnica dell’evento.
10. Perché è stato necessario un ulteriore test
La situazione diventava ancora più interessante perché il cliente segnalava possibili perdite anche su altri cilindri.
Questo rendeva necessario capire se il problema riguardasse:
un singolo componente
oppure
l’applicazione nel suo complesso.
Il cliente evidenziava infatti che sugli altri quattro cilindri non era possibile verificare con certezza la presenza di perdite perché l’olio poteva rimanere all’interno dello stampo.
Questa è una difficoltà tipica delle applicazioni nelle quali i cilindri idraulici sono installati all’interno di stampi compatti.
Quando il cilindro non è facilmente accessibile, può essere difficile stabilire:
- quale cilindro perda;
- da quale punto provenga l’olio;
- quando sia iniziata la perdita;
- se l’olio provenga effettivamente dal cilindro;
- se siano coinvolte altre connessioni del circuito.
Per questo motivo il semplice rilevamento di olio all’interno dello stampo non è sufficiente per identificare la causa.
11. Dal reclamo al test controllato
Dopo l’ispezione iniziale, entrambi i cilindri furono quindi installati singolarmente sul banco prova Vega e sottoposti a un test controllato.
Le condizioni di prova furono:
| Parametro | Condizione |
|---|---|
| Fluido idraulico | Olio minerale |
| Pressione di esercizio | 160 bar |
| Portata | 20 l/min |
| Temperatura di esercizio | 65–70 °C |
| Cicli totali | 11.000 |
| Azionamenti totali | 22.000 |
Il test non aveva quindi l’obiettivo di verificare semplicemente se i cilindri fossero in grado di muoversi.
Lo scopo era sottoporli a un numero elevato di cicli in condizioni operative controllate, verificando se la perdita segnalata dal cliente potesse essere riprodotta.
12. Il valore di una diagnosi basata sulle evidenze
Il caso mostra un principio fondamentale della diagnostica idraulica:
Un sintomo osservato nell’applicazione non identifica automaticamente la causa del problema.
La sequenza corretta è:
sintomo
↓
ispezione
↓
identificazione del componente coinvolto
↓
ricerca della causa
↓
test controllato
↓
confronto dei risultati
Questo approccio è particolarmente importante quando il cilindro è installato all’interno di uno stampo e non può essere facilmente ispezionato durante la produzione.
La stessa filosofia è utilizzata anche in altri casi tecnici Vega relativi a perdite ricorrenti: la sostituzione della guarnizione può risolvere temporaneamente il sintomo, mentre contaminazione, allineamento o condizioni operative possono essere la vera causa del guasto.
Dal test di durata alla diagnosi della causa reale
La prima parte di questo caso ha mostrato perché una perdita d’olio non può essere automaticamente interpretata come un difetto del cilindro.
Nel caso analizzato, i due cilindri presentavano infatti problematiche differenti: su uno era stato rilevato il deterioramento dell’O-ring statico della cartuccia porta-guarnizioni, mentre sull’altro era stata riscontrata un’ammaccatura dello stelo. I controlli dimensionali e geometrici non avevano evidenziato anomalie riconducibili alla progettazione o alla lavorazione.
A questo punto rimaneva una domanda fondamentale:
I cilindri erano realmente in grado di funzionare correttamente in condizioni operative gravose?
Per rispondere, Vega passò dall’ispezione del componente a una prova di durata controllata.
12. Riprodurre condizioni operative controllate
I due cilindri furono installati singolarmente sul banco prova Vega e sottoposti a un test prolungato.
Le condizioni di prova erano:
| Parametro | Condizione |
|---|---|
| Fluido idraulico | Olio minerale |
| Pressione | 160 bar |
| Portata | 20 l/min |
| Temperatura | 65–70 °C |
| Cicli | 11.000 |
| Azionamenti complessivi | 22.000 |
Il test non serviva semplicemente a verificare che i cilindri si muovessero.
L’obiettivo era sottoporli a un numero elevato di cicli in condizioni controllate e verificare se la perdita segnalata durante il funzionamento sul campo potesse essere riprodotta.
13. Il risultato: nessuna perdita durante il test
Il risultato fu particolarmente significativo.
Dopo 11.000 cicli, corrispondenti a 22.000 azionamenti, durante il test non furono rilevate:
- perdite d’olio;
- altre anomalie di funzionamento.
Questo risultato deve essere interpretato correttamente.
Non significa automaticamente che sia stata identificata con certezza la causa della perdita originale.
Dimostra però che i cilindri, sottoposti individualmente a condizioni controllate e ripetibili, hanno potuto completare un test di durata significativo senza riprodurre il problema.
Questa è una distinzione fondamentale nell’analisi dei guasti.
Un problema riscontrato nell’applicazione non può essere automaticamente attribuito al componente se il problema non viene riprodotto durante una prova controllata del componente stesso.
14. Perché il test controllato è così importante
Un cilindro idraulico non lavora isolatamente.
Quando viene installato in uno stampo, entra a far parte di un sistema che comprende:
- centralina oleodinamica;
- pompa;
- valvole;
- tubazioni;
- raccordi;
- circuito di alimentazione;
- elementi mobili dello stampo;
- carichi meccanici;
- condizioni termiche;
- cicli di produzione.
Una perdita osservata durante la produzione può quindi avere origini differenti.
Per esempio, possono contribuire:
- una guarnizione;
- una condizione di montaggio;
- un danno allo stelo;
- un disallineamento;
- contaminazione;
- condizioni di pressione;
- temperatura;
- condizioni meccaniche dell’applicazione.
Il test indipendente del cilindro permette di eliminare una parte di queste variabili.
Il principio è semplice:
applicazione reale → molte variabili
banco prova → condizioni controllate
Il confronto tra i due ambienti permette di restringere progressivamente il campo delle possibili cause.
15. Pressione, portata e temperatura non sono dettagli secondari
Le condizioni del test Vega sono particolarmente interessanti perché mostrano che la valutazione di un cilindro non dovrebbe limitarsi alla sola pressione.
Pressione: 160 bar
La pressione determina la forza sviluppata dal cilindro e influenza direttamente i carichi applicati al sistema di tenuta e agli altri componenti interni.
Portata: 20 l/min
La portata determina la velocità di movimento dello stelo e quindi le condizioni dinamiche alle quali sono sottoposte guarnizioni e guide.
Temperatura: 65–70 °C
La temperatura del fluido è altrettanto importante perché influenza le caratteristiche del fluido, il comportamento delle guarnizioni e le condizioni termiche del cilindro.
Un test significativo deve quindi considerare l’insieme delle condizioni operative, non soltanto il valore massimo di pressione.
16. Perché un test breve potrebbe non essere sufficiente
Il primo collaudo aveva avuto una durata di circa 20 minuti e non aveva evidenziato anomalie.
Successivamente, però, i cilindri furono sottoposti a un test di 11.000 cicli.
La differenza è importante.
Alcuni problemi possono manifestarsi soltanto dopo un certo numero di movimenti.
Una guarnizione può:
- usurarsi progressivamente;
- subire una deformazione;
- essere influenzata dalla temperatura;
- reagire in modo diverso dopo migliaia di cicli.
Allo stesso modo, un difetto sulla superficie dello stelo può diventare significativo solo dopo numerosi passaggi attraverso il sistema di tenuta.
Per questo motivo, quando la problematica riguarda una produzione caratterizzata da migliaia o milioni di cicli, un semplice test funzionale non sempre è sufficiente a riprodurre il comportamento reale.
17. Il ruolo dello stelo nell’analisi delle perdite
Lo stelo deve essere analizzato con particolare attenzione quando viene segnalata una perdita.
La guarnizione dinamica lavora direttamente sulla sua superficie.
Di conseguenza, condizioni come:
- graffi;
- ammaccature;
- corrosione;
- usura;
- contaminazione;
- irregolarità superficiali
possono influenzare il comportamento del sistema di tenuta.
Nel caso analizzato, uno dei cilindri presentava un’ammaccatura evidente sullo stelo. Vega sottolineò che i cilindri vengono sottoposti a collaudo al 100% prima della spedizione e che un danno di tale entità non sarebbe dovuto passare inosservato durante il collaudo.
La presenza del danno rappresentava quindi un elemento importante dell’indagine, ma non permetteva da sola di stabilire quando e come fosse stato provocato.
18. Quando il cilindro è installato all’interno dello stampo
Questo tipo di problema diventa ancora più complesso quando il cilindro è installato all’interno di uno stampo.
Il cliente aveva infatti evidenziato che i cilindri erano installati nel sistema e non venivano normalmente smontati. La questione del possibile danneggiamento dello stelo fu quindi discussa nell’ambito dell’analisi tecnica.
In uno stampo, il cilindro può trovarsi:
- in uno spazio molto ristretto;
- vicino ad altri componenti mobili;
- in una zona difficilmente accessibile;
- vicino a superfici che possono diventare molto calde;
- in un ambiente nel quale eventuali perdite possono essere difficili da localizzare.
Questo rende ancora più importante una corretta procedura di montaggio e manutenzione.
Un danno allo stelo può infatti essere difficile da individuare mentre il cilindro è installato, ma diventare immediatamente evidente una volta che il componente viene rimosso e analizzato.
19. E se anche altri cilindri sembrano perdere?
Nel caso analizzato, il cliente segnalò problematiche anche su altri cilindri.
La verifica era complicata dal fatto che l’olio poteva rimanere all’interno dello stampo, rendendo difficile stabilire con certezza se e da quale cilindro provenisse la perdita.
Questo è un problema pratico molto importante.
Quando più cilindri sono installati nello stesso stampo, trovare olio nella zona di lavoro non significa necessariamente che tutti i cilindri stiano perdendo.
L’olio potrebbe provenire da:
- un solo cilindro;
- un raccordo;
- una tubazione;
- una connessione;
- un altro componente del circuito.
Per questo motivo è importante identificare la sorgente della perdita prima di sostituire componenti.
20. Il cilindro non deve essere automaticamente considerato la causa
Uno degli insegnamenti più importanti di questo caso è proprio questo.
Quando il cliente vede olio e segnala:
“Il cilindro perde.”
dal punto di vista tecnico questa è ancora soltanto una descrizione del sintomo.
La diagnosi deve stabilire:
Dove si verifica la perdita?
e successivamente:
Perché si verifica la perdita?
Queste sono due domande diverse.
Un sistema di tenuta danneggiato può essere il punto in cui l’olio fuoriesce, ma non necessariamente il punto in cui nasce il problema.
21. Garanzia commerciale e causa tecnica non sono la stessa cosa
Questo caso mostra anche un’importante distinzione tra gestione commerciale della garanzia e analisi della causa tecnica.
Nel caso dell’O-ring statico, Vega non aveva rilevato anomalie dimensionali o geometriche riconducibili a progettazione o lavorazione. Non potendo però escludere completamente un possibile errore di montaggio, fu riconosciuto un intervento in garanzia commerciale.
Questi due aspetti non devono essere confusi.
Una decisione commerciale può essere:
“Vega interviene in garanzia.”
mentre la conclusione tecnica può essere:
“Non è stata identificata un’anomalia di progettazione o fabbricazione.”
Sono due affermazioni perfettamente compatibili.
22. Cosa ha realmente dimostrato il test?
Possiamo riassumere le evidenze del caso in cinque punti.
1. O-ring statico
Su un cilindro è stato riscontrato un deterioramento dell’O-ring statico della cartuccia porta-guarnizioni.
2. Controllo dimensionale
I controlli dimensionali e geometrici non hanno evidenziato anomalie attribuibili a lavorazione o progettazione.
3. Stelo
Sul secondo cilindro è stata riscontrata un’ammaccatura dello stelo.
4. Collaudo
I cilindri Vega vengono sottoposti a collaudo al 100% prima della spedizione.
5. Test di durata
I due cilindri hanno completato 11.000 cicli, equivalenti a 22.000 azionamenti, a 160 bar, 20 l/min e 65–70 °C senza perdite d’olio o altre anomalie durante il test.
Queste evidenze permettono di evitare una conclusione troppo semplice:
“Il cilindro perde, quindi il cilindro è difettoso.”
23. Una procedura pratica per diagnosticare una perdita
Sulla base dell’approccio seguito in questo caso, una procedura di troubleshooting può essere strutturata in questo modo.
Passo 1 — Localizzare la perdita
Stabilire esattamente da quale zona proviene l’olio:
- tenuta statica;
- tenuta dinamica;
- raccordo;
- connessione;
- zona dello stelo;
- altro componente del circuito.
Passo 2 — Ispezionare le guarnizioni
Verificare:
- tagli;
- deformazioni;
- usura;
- estrusione;
- deterioramento;
- contaminazione.
Passo 3 — Ispezionare lo stelo
Controllare:
- graffi;
- ammaccature;
- corrosione;
- usura;
- danni superficiali.
Passo 4 — Controllare dimensioni e geometrie
Verificare che i componenti interessati rispettino le specifiche previste.
Passo 5 — Analizzare il montaggio
Considerare la possibilità che la guarnizione o altri componenti siano stati danneggiati durante l’assemblaggio.
Passo 6 — Analizzare le condizioni operative
Registrare almeno:
- pressione;
- portata;
- temperatura;
- tipo di fluido;
- numero di cicli.
Passo 7 — Separare il componente dall’applicazione
Quando possibile, testare il cilindro separatamente dal macchinario per eliminare le variabili legate all’applicazione.
Passo 8 — Eseguire un test di durata
Se il problema è associato a un numero elevato di cicli, un test prolungato può essere necessario.
Passo 9 — Confrontare le evidenze
La diagnosi dovrebbe basarsi sulla combinazione di:
evidenza sul campo + ispezione del componente + controlli dimensionali + test controllato.
24. Il vero insegnamento: distinguere sintomo e causa
Il caso analizzato dimostra un principio fondamentale dell’ingegneria.
Il sintomo era:
perdita d’olio.
Ma l’indagine ha evidenziato condizioni fisiche differenti:
deterioramento dell’O-ring statico su un cilindro;
e:
danno meccanico allo stelo sull’altro.
Successivamente, entrambi i cilindri hanno completato un test di durata significativo senza riprodurre la perdita.
La domanda corretta durante una diagnosi non dovrebbe quindi essere:
“Quale guarnizione dobbiamo sostituire?”
ma:
“Quali evidenze ci permettono di determinare perché si è verificata la perdita?”
È questo passaggio che trasforma una semplice sostituzione di componenti in una vera analisi della causa radice.
25. Conclusione
Il caso dimostra perché una perdita d’olio su un cilindro idraulico debba essere analizzata con metodo.
L’ispezione iniziale ha evidenziato problematiche differenti sui due cilindri. I controlli dimensionali e geometrici non hanno rilevato anomalie riconducibili a progettazione o lavorazione, mentre il successivo test controllato ha dimostrato che entrambi i cilindri potevano funzionare per 11.000 cicli e 22.000 azionamenti a 160 bar, 20 l/min e 65–70 °C senza perdite d’olio o altre anomalie.
La conclusione più importante non è quindi che ogni perdita abbia la stessa causa.
È esattamente il contrario:
Problemi apparentemente identici possono avere cause completamente differenti.
Una guarnizione può deteriorarsi.
Uno stelo può essere danneggiato.
Un’operazione di montaggio può influenzare la tenuta.
Le condizioni dell’applicazione possono contribuire al problema.
E una prova controllata può dimostrare che il comportamento osservato sul campo non è necessariamente riproducibile sul componente isolato.
Per questo motivo, una diagnosi professionale dovrebbe seguire una sequenza precisa:
Identificare → ispezionare → misurare → testare → riprodurre → diagnosticare → correggere.
Sostituire il componente può risolvere temporaneamente il sintomo.
Individuare la causa reale è ciò che impedisce al problema di ripresentarsi.
URL utili verificati
Per approfondire gli argomenti trattati nell’articolo, questi sono collegamenti in lingua italiana effettivamente presenti sui siti Vega:
- Guida ai Core Pulling Idraulici – Problemi e manutenzione — utile per la sezione relativa a perdite d’olio, contaminazione, montaggio e manutenzione preventiva.
- Materiali e Componenti dei Cilindri Idraulici — approfondisce acciai, stelo, guarnizioni, O-ring FKM e fasce guida.
- Perché usare cilindri idraulici in uno stampo? — utile per approfondire guarnizioni, allineamento dello stelo e condizioni di installazione nello stampo.
- Quale liquido è meglio utilizzare con un cilindro idraulico? — tratta olio minerale, acqua e glicole, viscosità e influenza del fluido sul sistema di guarnizioni.
- Caso di studio: estrusione del raschiatore — altro caso Vega in cui una perdita d’olio viene ricondotta all’analisi dell’usura delle guarnizioni e al disallineamento dello stelo.
- Cilindri idraulici con raffreddamento integrato — utile per il rapporto tra temperatura dello stampo, temperatura del cilindro e durata delle guarnizioni.
- Cilindri idraulici per stampi – Gamma Vega — pagina ufficiale della gamma di cilindri idraulici Vega.



