Cilindri idraulici compatti nello stampo: resistenza dello stelo, filettatura e alimentazioni integrate

Come valutare la resistenza dello stelo e risolvere i problemi di collegamento idraulico nei cilindri compatti

Quando si inserisce un cilindro idraulico all’interno di uno stampo a iniezione, il progettista deve spesso affrontare due esigenze apparentemente contrastanti:

  • ottenere la forza necessaria per movimentare l’estrazione;
  • mantenere il cilindro il più compatto possibile.

La riduzione degli ingombri può però portare a situazioni nelle quali lo stelo, la filettatura e i collegamenti idraulici diventano molto vicini tra loro.

Un caso tecnico relativo all’utilizzo di quattro cilindri V220 con alesaggio 63 mm per movimentare un sistema di estrazione evidenzia proprio questo tipo di problema.

Il Cliente aveva individuato due criticità:

  1. il possibile rischio associato a uno stelo da 28 mm con filetto femmina M20 × 2,5;
  2. la posizione molto ravvicinata dell’orifizio di alimentazione rispetto alla vite di fissaggio, che rendeva difficoltosa la realizzazione del foro per l’alimentazione idraulica.

Il Vega Team analizzò entrambe le problematiche e fornì una risposta basata sia sull’esperienza applicativa sia sui calcoli di resistenza dello stelo.


1. Il problema dello stelo da 28 mm con filetto M20 × 2,5

Il primo dubbio del Cliente riguardava la resistenza meccanica dello stelo.

La configurazione prevedeva:

  • diametro dello stelo: 28 mm;
  • filetto femmina: M20 × 2,5.

Il dubbio era comprensibile.

Quando si realizza un filetto femmina all’interno di uno stelo, la sezione resistente nella zona filettata è inferiore rispetto alla sezione piena dello stelo.

Il progettista può quindi chiedersi se la riduzione della sezione possa compromettere la resistenza del componente, soprattutto quando il cilindro deve sopportare carichi elevati e numerosi cicli di funzionamento.


2. Una configurazione già utilizzata su diverse famiglie di cilindri

Il Vega Team chiarì innanzitutto che lo stelo da 28 mm con filetto femmina M20 × 2,5 non rappresentava una soluzione sviluppata esclusivamente per questa applicazione.

La stessa configurazione era già prevista su diverse tipologie di cilindri Vega, tra cui:

  • V160;
  • V230;
  • V215;
  • V250;
  • V450.

Secondo l’esperienza riportata dal Vega Team, non risultavano casi di rottura a fatica dello stelo associati a questa configurazione. Le rotture riscontrate erano invece riconducibili a errate manovre di apertura o chiusura dello stampo e/o a disallineamenti.

Questo elemento è importante perché permette di distinguere tra:

resistenza intrinseca del componente

e

danni provocati da condizioni anomale di utilizzo.


3. L’analisi non si basa soltanto sull’esperienza

L’esperienza applicativa è certamente importante, ma il Vega Team non si limitò a considerare lo storico delle applicazioni.

Vennero effettuati anche calcoli relativi alla resistenza dello stelo.

Secondo tali calcoli, lo stelo risultava in grado di resistere a fatica con un coefficiente di sicurezza pari a 1 fino a 335 bar.

A questa pressione, le forze indicate erano:

  • 10.437 kgf in spinta;
  • 8.375 kgf in trazione.

Questi valori sono particolarmente interessanti perché mostrano che la verifica deve considerare entrambe le direzioni di carico.


4. Spinta e trazione non sono equivalenti

Come per qualsiasi cilindro idraulico con stelo, la forza disponibile in spinta e quella disponibile in trazione non sono uguali a parità di pressione.

In spinta, la pressione agisce sull’intera superficie del pistone.

In trazione, l’area efficace viene ridotta dalla sezione dello stelo.

Di conseguenza:

forza di spinta > forza di trazione

a parità di pressione.

Nel caso specifico, i calcoli indicavano:

10.437 kgf in spinta

contro

8.375 kgf in trazione

a 335 bar.

Questa differenza deve essere considerata quando il cilindro viene utilizzato per movimentare un’estrazione che può sottoporre lo stelo a carichi in entrambe le direzioni.


5. Il confronto con la pressione massima effettiva del cilindro

Il dato successivo è particolarmente importante.

Il cilindro con alimentazioni integrate aveva una pressione massima di esercizio indicata di:

175 bar.

Il calcolo di resistenza dello stelo considerava invece una pressione fino a:

335 bar.

Secondo il ragionamento riportato dal Vega Team, questo significava che la pressione massima di esercizio del cilindro era significativamente inferiore alla pressione utilizzata nel calcolo di resistenza a fatica dello stelo.

Pertanto, sulla base di questa analisi, non venivano previsti problemi di rottura dello stelo dovuti al normale funzionamento del cilindro.


6. Il ruolo delle condizioni anomale

Il caso mette però in evidenza un’altra questione importante.

Una progettazione meccanicamente adeguata non significa che il componente sia immune da qualsiasi possibile danneggiamento.

Il Vega Team riportava che le rotture storicamente osservate non erano state attribuite a fatica dello stelo, ma a:

  • errate manovre di apertura dello stampo;
  • errate manovre di chiusura dello stampo;
  • disallineamenti.

Questo è un punto molto importante nella progettazione degli stampi.

Un cilindro può essere dimensionato correttamente per il carico previsto, ma essere comunque sottoposto a condizioni meccaniche molto superiori a quelle previste se lo stampo viene movimentato in modo scorretto o se il sistema non è correttamente allineato.


7. Il disallineamento può essere più pericoloso del carico previsto

Un cilindro idraulico è progettato principalmente per generare una forza lungo il proprio asse.

Se il sistema di collegamento introduce forze laterali o momenti flettenti, lo stelo può essere sottoposto a condizioni differenti da quelle considerate nel normale dimensionamento.

Per questo motivo è fondamentale che:

  • cilindro;
  • stelo;
  • estrazione;
  • guide;
  • piastre;

siano correttamente allineati.

Nel caso analizzato, il Vega Team indicava proprio i disallineamenti tra le cause delle rotture precedentemente riscontrate.


8. Il secondo problema: il foro di alimentazione troppo vicino al fissaggio

Il Cliente aveva inoltre evidenziato un problema completamente diverso.

Nel cilindro con fissaggio G e alimentazioni integrate, l’orifizio di alimentazione risultava molto vicino alla vite di fissaggio.

Secondo il Cliente, questa configurazione rendeva molto problematica la foratura necessaria per realizzare l’alimentazione idraulica.

Questo è un problema tipico dei cilindri molto compatti.

Quando diverse funzioni devono essere integrate nello stesso corpo, lo spazio disponibile per le lavorazioni diventa estremamente ridotto.


9. Perché le alimentazioni integrate sono utili?

Il sistema di fissaggio G con alimentazioni integrate era stato progettato proprio per consentire al Cliente di ridurre le dimensioni del blocco dello stampo.

L’integrazione delle alimentazioni nel corpo del cilindro permette infatti di evitare, in determinate configurazioni, collegamenti esterni che richiederebbero ulteriore spazio.

Il vantaggio è quindi soprattutto legato alla compattezza del sistema complessivo.

Ma questa soluzione comporta anche una maggiore complessità nella lavorazione del corpo del cilindro.


10. Il compromesso tra compattezza e lavorabilità

Questo caso mostra un principio molto importante nella progettazione dei componenti per stampi:

meno spazio occupato ≠ necessariamente lavorazione più semplice

Quando le funzioni vengono concentrate in un componente compatto, aumenta la densità delle lavorazioni.

Nel caso analizzato, il foro di alimentazione era molto vicino al foro di fissaggio.

Questo può rendere più complessa la realizzazione del foro perché è necessario mantenere correttamente:

  • posizione;
  • diametro;
  • profondità;
  • orientamento;
  • distanza dalle altre lavorazioni.

11. Una soluzione standard non deve essere modificata senza motivo

Il Vega Team osservò che il problema relativo alla realizzazione del foro di alimentazione era sorprendente perché, considerando il numero di cilindri già venduti, nessun altro Cliente aveva precedentemente sollevato la stessa difficoltà.

Questo dato è importante dal punto di vista della progettazione.

Una configurazione standard può essere stata sviluppata proprio per ottimizzare:

  • ingombri;
  • resistenza;
  • collegamenti;
  • lavorazioni;
  • installazione.

Se una determinata applicazione presenta una geometria particolarmente restrittiva, il problema potrebbe quindi non richiedere una modifica della configurazione standard per tutti i clienti.

Potrebbe essere sufficiente sviluppare una configurazione speciale per quella specifica applicazione.


12. La possibilità di realizzare un fissaggio speciale

Il Vega Team indicò infatti che, qualora il Cliente avesse esigenze particolari, sarebbe stato possibile realizzare un fissaggio speciale.

Questa è una soluzione molto interessante quando il cilindro deve essere integrato in uno stampo con geometrie non standard.

Invece di modificare lo stampo per adattarlo al cilindro, può essere valutata la possibilità di adattare il cilindro alle esigenze dello stampo.

Naturalmente, questa soluzione deve essere verificata caso per caso.


13. Quando conviene una configurazione speciale?

Una configurazione speciale può essere presa in considerazione quando:

  • lo spazio disponibile è particolarmente ridotto;
  • i fori di fissaggio interferiscono con le alimentazioni;
  • le connessioni idrauliche devono rispettare una posizione specifica;
  • il cilindro deve essere integrato in una geometria particolare;
  • modificare lo stampo sarebbe più complesso che modificare il cilindro.

Nel caso analizzato, il Vega Team aveva esplicitamente indicato la possibilità di realizzare un fissaggio speciale per esigenze particolari del Cliente.


14. La possibilità di utilizzare uno stelo maschio

Anche il problema dello stelo poteva essere affrontato con una soluzione alternativa.

Il Vega Team indicò infatti che, qualora il Cliente fosse rimasto dubbioso sulla resistenza dello stelo femmina standard, era disponibile anche uno stelo maschio, pur non essendo riportato a catalogo.

Questo offre un ulteriore livello di personalizzazione.

Il progettista può quindi scegliere tra:

  • stelo femmina standard;
  • stelo maschio;
  • stelo speciale realizzato a disegno.

15. Steli speciali a disegno

Nel caso di esigenze particolari, il Vega Team indicò inoltre la possibilità di realizzare steli speciali a disegno del Cliente.

Questa possibilità può essere utile quando:

  • la filettatura standard non è compatibile;
  • il collegamento meccanico richiede una geometria particolare;
  • è necessario modificare la lunghezza dello stelo;
  • il sistema di estrazione richiede un’interfaccia specifica.

La personalizzazione dello stelo deve naturalmente essere valutata insieme al carico e alla geometria dell’applicazione.


16. Il cilindro deve essere considerato come parte dello stampo

Questo caso dimostra chiaramente che il cilindro idraulico non deve essere considerato come un componente isolato.

Il progettista deve valutare contemporaneamente:

  • cilindro;
  • stelo;
  • sistema di fissaggio;
  • alimentazioni;
  • estrazione;
  • piastre;
  • guide;
  • allineamento.

Una modifica a uno solo di questi elementi può influenzare gli altri.

Per esempio, aumentare il diametro dello stelo potrebbe migliorare apparentemente la resistenza, ma potrebbe contemporaneamente ridurre lo spazio disponibile nello stampo.

Allo stesso modo, spostare un’alimentazione potrebbe risolvere un problema di lavorazione, ma creare un’interferenza con un’altra parte dello stampo.


17. Come affrontare correttamente un problema simile

Quando il Cliente manifesta dubbi sulla configurazione di un cilindro compatto, è utile procedere in modo strutturato.

Step 1 – Analizzare il carico

Definire le forze realmente applicate allo stelo.

Step 2 – Verificare spinta e trazione

Non considerare soltanto una direzione del carico.

Step 3 – Verificare la pressione massima

Confrontare il carico previsto con la pressione massima di esercizio del cilindro.

Step 4 – Verificare la resistenza dello stelo

Considerare la geometria reale dello stelo e della filettatura.

Step 5 – Controllare l’allineamento

Verificare che non vengano introdotte forze laterali o momenti indesiderati.

Step 6 – Controllare le lavorazioni

Verificare la posizione relativa di:

  • foro di fissaggio;
  • foro di alimentazione;
  • filettature;
  • altre lavorazioni.

Step 7 – Verificare gli ingombri

Controllare il modello 3D del cilindro nello stampo.

Step 8 – Valutare una configurazione speciale

Se la configurazione standard non è compatibile con lo stampo, chiedere al produttore se è possibile modificare:

  • fissaggio;
  • alimentazioni;
  • stelo;
  • filettatura.

18. Cosa chiedere al Cliente

Quando arriva una richiesta simile, è utile ricevere:

  • modello 3D dello stampo;
  • disegno del collegamento dello stelo;
  • carico previsto;
  • pressione idraulica;
  • corsa;
  • numero di cilindri;
  • posizione dei cilindri;
  • sistema di guida dell’estrazione;
  • eventuali disallineamenti;
  • spazio disponibile per le connessioni;
  • posizione desiderata delle alimentazioni.

Nel caso analizzato, il Cliente stava progettando uno stampo nel quale erano previsti quattro cilindri V220 con alesaggio 63 mm per movimentare un’estrazione.


19. La lezione tecnica sullo stelo

Il caso offre una conclusione molto chiara.

Il fatto che uno stelo abbia una filettatura femmina M20 × 2,5 non significa automaticamente che la configurazione sia meccanicamente inadeguata.

La valutazione deve considerare:

  • diametro dello stelo;
  • geometria della filettatura;
  • carico;
  • pressione;
  • fatica;
  • numero di cicli;
  • allineamento.

Nel caso documentato, il Vega Team disponeva sia di esperienza applicativa su diverse famiglie di cilindri sia di un calcolo che indicava una resistenza a fatica fino a 335 bar con coefficiente di sicurezza pari a 1.


20. La lezione tecnica sulle alimentazioni integrate

Il secondo insegnamento riguarda invece la progettazione delle connessioni.

Le alimentazioni integrate possono offrire un vantaggio significativo perché consentono di ridurre le dimensioni del blocco dello stampo.

Tuttavia, quando il Cliente dispone di una geometria particolarmente restrittiva, può essere necessario valutare un fissaggio o una configurazione speciale.

Il produttore può quindi intervenire non soltanto sulla dimensione del cilindro, ma anche sulla geometria dell’interfaccia.


21. Conclusione

La progettazione di un cilindro idraulico compatto per uno stampo a iniezione richiede un equilibrio tra resistenza meccanica, ingombri, collegamenti idraulici e facilità di integrazione nello stampo.

Nel caso analizzato, il Cliente stava progettando uno stampo con quattro cilindri V220 con alesaggio 63 mm per movimentare un sistema di estrazione. Il Cliente aveva espresso due preoccupazioni: la resistenza di uno stelo da 28 mm con filetto femmina M20 × 2,5 e la difficoltà di realizzare il foro di alimentazione a causa della sua vicinanza al foro di fissaggio.

Per quanto riguarda lo stelo, il Vega Team indicò che la stessa configurazione era già utilizzata su diverse famiglie di cilindri e che non erano note rotture a fatica riconducibili alla configurazione dello stelo; le rotture precedentemente riscontrate erano invece state associate a errate manovre dello stampo o a disallineamenti.

I calcoli Vega indicavano inoltre una resistenza a fatica con coefficiente di sicurezza pari a 1 fino a 335 bar, con una forza di 10.437 kgf in spinta e 8.375 kgf in trazione.

Poiché il cilindro con alimentazioni integrate aveva una pressione massima di esercizio di 175 bar, il Vega Team non riteneva prevedibili problemi di rottura dello stelo dovuti al normale funzionamento entro i limiti di esercizio indicati.

Per quanto riguarda invece l’alimentazione, il sistema G con alimentazioni integrate era stato progettato proprio per permettere al Cliente di ridurre gli ingombri del blocco stampo. Se la geometria dello stampo avesse richiesto una soluzione diversa, il Vega Team aveva indicato la possibilità di realizzare un fissaggio speciale.

Infine, qualora il Cliente avesse comunque preferito una soluzione diversa per lo stelo, erano disponibili anche uno stelo maschio e, quando necessario, steli speciali realizzati a disegno.

La lezione generale è quindi:

Quando un cilindro idraulico compatto viene integrato in uno stampo, un dubbio sulla resistenza dello stelo o sulla posizione delle alimentazioni deve essere analizzato considerando l’intero sistema. La verifica deve includere carichi di spinta e trazione, resistenza a fatica, pressione di esercizio, allineamento e geometria delle connessioni. Quando la configurazione standard non è compatibile con le esigenze dello stampo, una soluzione personalizzata per lo stelo, il fissaggio o le alimentazioni può permettere di mantenere i vantaggi di un cilindro compatto senza modificare inutilmente il progetto dello stampo.

URL utili e verificati

1. Cilindri idraulici per movimentazione della piastra di estrazione

Vega Cylinders – Movimentazione Piastra di Estrazione

È il link più importante per questo articolo: la pagina identifica esplicitamente la movimentazione della piastra di estrazione come applicazione dei cilindri e include il V220CC tra i modelli disponibili.

2. V220CC – Cilindro idraulico compatto a corsa lunga

Vega Cylinders – V220CC

La pagina prodotti ufficiale include il V220CC tra i cilindri Vega per la movimentazione della piastra di estrazione.

3. Cilindri idraulici per movimentazione carrello e spina

Vega Cylinders – Movimentazione Carrello e Spina

Utile per collegare l’articolo al più ampio tema dei cilindri idraulici utilizzati per movimentare componenti all’interno dello stampo. La pagina include cilindri compatti e configurazioni con orifizi integrati.

4. Catalogo generale dei cilindri idraulici per stampi

Vega Cylinders – Cilindri Idraulici per Stampi

È il collegamento generale migliore per la pagina prodotto: Vega suddivide i cilindri per applicazione, tra cui movimentazione carrello e spina, movimentazione piastra di estrazione, svitamento e bloccaggio meccanico.

5. Materiali e componenti dei cilindri idraulici

Vega Cylinders – Materiali e Componenti

Può essere utilizzato nella parte dell’articolo relativa alla costruzione del cilindro, ai componenti e alle soluzioni speciali.

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