Come la Temperatura dello Stampo Influisce sulla Durata delle Guarnizioni dei Cilindri Oleodinamici

Le Guarnizioni Standard Possono Davvero Lavorare a 150°C?

Quando si sceglie un cilindro oleodinamico per uno stampo a iniezione, l’attenzione si concentra quasi sempre su forza, pressione e corsa.

Esiste però un parametro progettuale che viene spesso sottovalutato fino a quando non iniziano a comparire i primi problemi in produzione:

la temperatura.

Con l’aumento della complessità degli stampi e la riduzione dei tempi ciclo, i cilindri oleodinamici vengono installati sempre più frequentemente in prossimità di piastre riscaldate, sistemi a canale caldo e inserti che lavorano ad alte temperature.

In molte applicazioni il cilindro non opera alla stessa temperatura dello stampo.

La vera sfida consiste nel capire quale parte del cilindro raggiunge realmente temperature elevate e se il sistema di tenuta è in grado di lavorare in modo affidabile in tali condizioni.

Un interessante caso affrontato dal Vega Technical Department dimostra chiaramente perché rispondere a questa domanda richieda molto più che confrontare la temperatura dello stampo con il limite massimo dichiarato per le guarnizioni.


La Domanda del Cliente

Un cliente desiderava utilizzare due cilindri oleodinamici CM032CGHG su uno stampo a iniezione che lavorava a una temperatura di circa 150°C.

Per limitare il trasferimento di calore, il progettista aveva previsto l’installazione di una piastra isolante tra il corpo del cilindro e lo stampo.

Rimaneva però un’importante criticità.

Sebbene il corpo del cilindro fosse termicamente isolato, lo stelo sarebbe rimasto collegato direttamente al carrello dello stampo, che avrebbe lavorato costantemente a circa 150°C.

La domanda rivolta a Vega era quindi molto semplice, ma estremamente importante:

È possibile utilizzare le guarnizioni standard oppure sono necessarie guarnizioni speciali per alte temperature?

A prima vista la risposta potrebbe sembrare scontata.

Se lo stampo lavora a 150°C, molti progettisti concluderebbero immediatamente che siano indispensabili guarnizioni ad alta temperatura.

Il Vega Technical Department, invece, ha affrontato il problema con un approccio decisamente più ingegneristico.


La Temperatura dello Stampo Non È la Temperatura del Cilindro

Uno degli errori più comuni nella scelta di un cilindro oleodinamico consiste nel supporre che tutti i componenti raggiungano la stessa temperatura.

In realtà il calore si propaga all’interno dell’assieme in modo diverso a seconda di numerosi fattori, tra cui:

  • i materiali impiegati;
  • le superfici di contatto;
  • la conducibilità termica dei vari componenti;
  • la presenza di elementi isolanti;
  • la durata del ciclo di stampaggio.

Di conseguenza, la temperatura dello stampo non coincide necessariamente con:

  • la temperatura del corpo del cilindro;
  • la temperatura dello stelo;
  • la temperatura dell’olio oleodinamico;
  • la temperatura effettiva delle guarnizioni.

Ognuno di questi elementi può lavorare a temperature significativamente differenti.

Comprendere questa differenza rappresenta il primo passo per scegliere correttamente il sistema di tenuta.


Perché la Piastra Isolante è Così Importante

Lo stampo del cliente presentava già una soluzione progettuale molto interessante.

Tra il corpo del cilindro e lo stampo era infatti prevista una piastra isolante.

Secondo quanto indicato dal Vega Technical Department, questo elemento è in grado di ridurre la temperatura trasmessa al cilindro di circa 25–30°C.

Anche se questa riduzione può sembrare limitata, dal punto di vista progettuale rappresenta un vantaggio molto significativo.

La piastra isolante riduce infatti la conduzione del calore dallo stampo verso il corpo del cilindro, contribuendo a mantenere più bassa la temperatura dell’attuatore.

Naturalmente, questa soluzione non elimina completamente tutti i percorsi attraverso cui il calore può propagarsi.


Lo Stelo Rappresenta un Secondo Percorso di Trasferimento del Calore

Questo caso diventa particolarmente interessante proprio perché la piastra isolante protegge soltanto una parte del cilindro.

Lo stelo, infatti, rimane collegato direttamente al carrello dello stampo.

Poiché il carrello lavora costantemente a circa 150°C, il calore può trasmettersi direttamente allo stelo.

A differenza del corpo del cilindro, lo stelo non può essere completamente isolato, perché deve trasmettere la forza meccanica necessaria a movimentare il carrello durante ogni ciclo di lavoro.

Di conseguenza, lo stelo può raggiungere temperature sensibilmente superiori rispetto al corpo del cilindro.

Questo spiega perché valutare esclusivamente la temperatura dello stampo, oppure quella del corpo del cilindro, non sia sufficiente.

L’elemento realmente critico potrebbe essere proprio la zona in cui lo stelo attraversa il sistema di tenuta.


Quale Temperatura Raggiungono Davvero le Guarnizioni?

La domanda più importante dal punto di vista ingegneristico non è:

“Qual è la temperatura dello stampo?”

La vera domanda è un’altra:

“Quale temperatura raggiunge realmente il sistema di tenuta?”

La risposta dipende dall’interazione di numerosi fattori:

  • temperatura dello stampo;
  • tempo ciclo;
  • esposizione dello stelo al calore;
  • efficacia dell’isolamento termico;
  • dissipazione del calore attraverso il cilindro;
  • condizioni di raffreddamento dell’ambiente.

Per questo motivo i progettisti più esperti non scelgono mai una guarnizione considerando soltanto la temperatura dello stampo.

Analizzano invece il percorso attraverso cui il calore raggiunge la zona delle guarnizioni.

Solo in questo modo è possibile stimare le reali condizioni di funzionamento del sistema di tenuta.


La Valutazione del Vega Technical Department

Dopo aver analizzato l’applicazione, il Vega Technical Department ha concluso che la piastra isolante avrebbe ridotto in modo significativo la temperatura trasmessa al cilindro.

Stefano Rogora ha inoltre precisato che le guarnizioni standard sono normalmente idonee a lavorare con temperature sullo stelo comprese tra circa 180 e 200°C.

Sulla base delle informazioni disponibili, ha quindi ritenuto che i cilindri standard fossero adeguati per questa applicazione.

Questa conclusione è particolarmente interessante.

Nonostante lo stampo lavorasse a circa 150°C, Vega non ha raccomandato automaticamente guarnizioni speciali.

La scelta è stata effettuata valutando la temperatura realmente prevista nella zona di lavoro delle guarnizioni.

Questo riflette uno dei principi fondamentali dell’ingegneria:

i componenti devono essere scelti in funzione delle reali condizioni di esercizio, non sulla base di semplici ipotesi.


Quando Diventano Necessarie le Guarnizioni per Alte Temperature?

Pur ritenendo adeguate le guarnizioni standard, il Vega Technical Department ha preso in considerazione anche un’altra possibilità.

Nel caso in cui il cliente non fosse stato in grado di determinare con certezza la temperatura effettiva di esercizio, oppure avesse desiderato un maggiore margine di sicurezza, Vega ha proposto una soluzione alternativa.

Era infatti possibile fornire guarnizioni speciali, progettate per lavorare fino a circa 250°C, compatibilmente con i tempi di fornitura del produttore.

Questa raccomandazione evidenzia un altro importante principio progettuale.

La scelta delle guarnizioni non dipende soltanto dalla capacità di resistere alla temperatura prevista.

Dipende anche dal livello di incertezza dell’applicazione.

Quando non è possibile conoscere con precisione la temperatura effettiva di lavoro, adottare una guarnizione con una maggiore resistenza termica rappresenta spesso la soluzione più sicura nel lungo periodo.


L’Ingegneria Significa Comprendere il Percorso del Calore

Questo caso dimostra che la scelta delle guarnizioni di un cilindro oleodinamico richiede molto più della semplice consultazione di un catalogo.

Il progettista deve comprendere:

  • dove viene generato il calore;
  • come il calore si propaga all’interno dello stampo;
  • quali componenti sono protetti dall’isolamento;
  • quali rimangono direttamente esposti;
  • dove sono effettivamente installate le guarnizioni.

Solo dopo aver analizzato l’intero percorso del calore è possibile scegliere il sistema di tenuta più adatto.

Quando le Guarnizioni Standard Non Sono Più Sufficienti

Nella prima parte abbiamo analizzato un caso reale riguardante cilindri oleodinamici installati su uno stampo a iniezione che lavora a circa 150°C.

Sebbene lo stampo operi ad alta temperatura, il Vega Technical Department ha concluso che l’utilizzo di una piastra isolante è in grado di ridurre di circa 25–30°C la temperatura trasmessa al corpo del cilindro, rendendo normalmente adeguato l’impiego delle guarnizioni standard. Allo stesso tempo, Vega ha proposto come alternativa un sistema di tenuta per alte temperature, capace di lavorare fino a 250°C, qualora la temperatura effettiva di esercizio non potesse essere determinata con sufficiente certezza.

Questa conclusione porta a una domanda molto interessante.

Se le guarnizioni standard possono già lavorare fino a circa 180–200°C, perché un progettista dovrebbe scegliere guarnizioni speciali?

La risposta non dipende tanto dalla temperatura massima dichiarata, quanto dagli effetti che il calore produce sull’affidabilità nel lungo periodo.


La Temperatura Non Aumenta Solo il Calore

Quando si parla di alte temperature, molti immaginano immediatamente guarnizioni che si sciolgono o si deteriorano improvvisamente.

Nella realtà, i cedimenti sono quasi sempre molto più graduali.

Con l’aumentare della temperatura, il materiale elastomerico modifica lentamente le proprie caratteristiche meccaniche.

Tra gli effetti più comuni si possono osservare:

  • diminuzione dell’elasticità;
  • aumento della deformazione permanente per compressione (compression set);
  • variazioni della durezza;
  • incremento dell’attrito;
  • accelerazione dell’invecchiamento del materiale.

In una prima fase il cilindro può continuare a funzionare apparentemente senza problemi.

Con il passare del tempo, però, la guarnizione perde progressivamente la capacità di esercitare la corretta pressione di contatto sullo stelo.

Il primo sintomo è spesso una lieve trafilatura d’olio.

Successivamente può rendersi necessaria la sostituzione completa del sistema di tenuta.

Per questo motivo la scelta delle guarnizioni dovrebbe sempre basarsi sulla temperatura continua di esercizio, e non semplicemente sul valore massimo raggiungibile per brevi periodi.


Perché il Margine di Sicurezza è Fondamentale

Uno degli aspetti più interessanti della risposta fornita dal Vega Technical Department è che la scelta non si basa esclusivamente sui limiti teorici del materiale.

Viene presa in considerazione anche l’incertezza delle reali condizioni di funzionamento.

Se la temperatura effettiva dello stelo non può essere misurata con precisione, oppure se le condizioni produttive possono variare nel tempo, Vega suggerisce l’impiego di guarnizioni con una resistenza termica superiore rispetto a quella strettamente necessaria.

Questo rappresenta un importante principio progettuale.

Il margine di sicurezza non viene introdotto perché la guarnizione standard sia insufficiente.

Viene introdotto perché gli impianti industriali raramente lavorano in condizioni perfettamente costanti.

Piccole variazioni di:

  • temperatura dello stampo;
  • tempo ciclo;
  • efficienza del raffreddamento;
  • temperatura ambiente;
  • parametri della pressa;

possono aumentare progressivamente la temperatura raggiunta dal sistema di tenuta.

L’utilizzo di una guarnizione per alte temperature riduce il rischio che queste variazioni compromettano la durata del cilindro.


Lo Stelo è Spesso il Componente Più Critico

Questo caso mette in evidenza anche un altro aspetto progettuale molto importante.

Molti progettisti concentrano tutta l’attenzione sulla protezione del corpo cilindro mediante piastre isolanti.

Si tratta certamente di una scelta corretta.

Tuttavia, lo stelo rimane costantemente collegato al carrello dello stampo.

A differenza del corpo del cilindro, non può essere completamente isolato dal punto di vista termico.

Per questo motivo lo stelo rappresenta spesso il principale percorso attraverso il quale il calore raggiunge il sistema di tenuta.

Ciò spiega perché conoscere soltanto la temperatura dello stampo non sia sufficiente.

La temperatura realmente presente nella zona delle guarnizioni può essere molto diversa sia da quella del corpo cilindro sia da quella della superficie dello stampo.

Comprendere questo percorso del calore è spesso molto più importante del semplice valore nominale della temperatura dello stampo.


Quando Conviene Utilizzare Guarnizioni per Alte Temperature?

Non esiste una temperatura oltre la quale le guarnizioni speciali diventino automaticamente obbligatorie.

La scelta dipende dall’insieme delle condizioni operative.

Le guarnizioni per alte temperature sono generalmente consigliabili quando:

  • la temperatura dello stampo si avvicina al limite continuo di esercizio delle guarnizioni standard;
  • i tempi ciclo sono particolarmente lunghi;
  • lo stelo rimane costantemente esposto a componenti riscaldati;
  • l’isolamento termico è limitato;
  • non è possibile misurare con precisione la temperatura reale di esercizio;
  • si desiderano intervalli di manutenzione molto lunghi.

In queste situazioni l’impiego di un sistema di tenuta più performante può aumentare sensibilmente l’affidabilità dell’intero impianto.

L’ingegneria non consiste soltanto nell’evitare un guasto immediato.

Consiste soprattutto nel prevenire l’usura prematura durante milioni di cicli produttivi.


La Temperatura è Solo Uno dei Parametri

Sebbene questo caso sia focalizzato sugli effetti del calore, la temperatura non dovrebbe mai essere considerata isolatamente.

La durata delle guarnizioni dipende contemporaneamente da numerosi fattori, tra cui:

  • pressione idraulica;
  • velocità dello stelo;
  • carichi laterali;
  • lubrificazione;
  • qualità dell’olio;
  • contaminazione del circuito;
  • temperatura di esercizio.

Una guarnizione che lavora entro il proprio limite termico può comunque deteriorarsi rapidamente se il circuito oleodinamico è contaminato o se il cilindro è soggetto a carichi anomali.

Allo stesso modo, un olio perfettamente pulito non è sufficiente a compensare un sovraccarico termico continuo.

L’affidabilità del cilindro dipende quindi dall’equilibrio di tutte le condizioni di esercizio.


Le Decisioni Progettuali Devono Basarsi sulle Condizioni Reali

L’aspetto probabilmente più interessante di questo caso riguarda il metodo seguito dal Vega Technical Department.

La scelta delle guarnizioni non è stata effettuata semplicemente consultando un catalogo.

Gli ingegneri hanno prima valutato:

  • la temperatura dello stampo;
  • la presenza della piastra isolante;
  • il trasferimento del calore attraverso lo stelo;
  • la temperatura prevista nella zona delle guarnizioni;
  • il livello di incertezza dell’applicazione.

Solo dopo aver analizzato l’intero sistema termico è stato possibile stabilire se fossero sufficienti le guarnizioni standard oppure se fosse opportuno utilizzare un sistema di tenuta per alte temperature.

Questo approccio rappresenta un perfetto esempio di buona progettazione.

L’obiettivo non è scegliere automaticamente il componente più costoso.

L’obiettivo è individuare la soluzione che offre il miglior equilibrio tra prestazioni, affidabilità e costi.


Conclusioni

Questo caso reale dimostra che la scelta delle guarnizioni per cilindri oleodinamici destinati a lavorare su stampi ad alta temperatura è molto più complessa del semplice confronto tra la temperatura dello stampo e i limiti riportati in un catalogo.

Il progettista deve comprendere come il calore si propaga attraverso lo stampo, quanto sia efficace l’isolamento termico e quale temperatura raggiunga realmente il sistema di tenuta.

Nel caso analizzato, la presenza della piastra isolante ha consentito di utilizzare con sicurezza le guarnizioni standard, mentre le guarnizioni per alte temperature sono state proposte come soluzione alternativa qualora le reali condizioni di esercizio non potessero essere determinate con sufficiente precisione.

Questo caso evidenzia un principio valido per qualsiasi cilindro oleodinamico installato su uno stampo a iniezione:

La scelta corretta delle guarnizioni non dipende dalla temperatura dello stampo, ma dalla temperatura effettivamente raggiunta dal sistema di tenuta.

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