Introduzione
Le richieste relative alla certificazione ATEX / EX possono diventare particolarmente complesse quando riguardano componenti che vengono installati all’interno di una macchina.
Un esempio concreto riguarda i cilindri idraulici utilizzati come componenti di uno stampo o di una macchina. Un cliente può chiedere se il cilindro è disponibile con una marcatura come:
CE Ex II 3G IIA T3 Gc
e può richiedere contemporaneamente:
- certificato ATEX;
- dichiarazione di conformità;
- classificazione per Zone 1, 2, 21 o 22;
- gruppo gas o polveri;
- classe di temperatura;
- documentazione EX;
- marcatura sul prodotto;
- eventuali versioni con sensori o altri componenti elettrici.
Questa richiesta non deve essere automaticamente interpretata come una semplice richiesta di “certificare un cilindro”.
La prima cosa da capire è che cosa sia realmente il componente e quale funzione abbia all’interno della macchina.
Nel caso analizzato, il cliente aveva inizialmente richiesto se Vega disponesse di cilindri idraulici per ambienti con pericolo di esplosione e aveva chiesto informazioni molto dettagliate sulla possibile versione EX.
La successiva precisazione del cliente era ancora più specifica: i cilindri dovevano essere marcati CE Ex II 3G IIA T3 Gc, ma senza sensori né interruttori montati sul cilindro.
È proprio questo dettaglio che cambia significativamente l’analisi tecnica.
1. Prima domanda: che cos’è realmente il cilindro?
Un cilindro idraulico Vega è normalmente fornito come componente idraulico destinato a essere integrato in uno stampo o in una macchina.
Non è una macchina autonoma.
Non è un’apparecchiatura che può essere collegata direttamente a una presa elettrica e funzionare autonomamente.
Per funzionare, il cilindro richiede un sistema esterno che comprende, a seconda dell’applicazione:
- centralina idraulica;
- pompa;
- fluido idraulico;
- valvole;
- tubazioni;
- raccordi;
- sistema di controllo;
- macchina nella quale il cilindro viene installato.
Questo era uno dei punti fondamentali della risposta tecnica Vega al cliente: il cilindro è un componente idraulico destinato a essere integrato nel sistema e non un’apparecchiatura autonoma.
2. Perché questa distinzione è importante per l’ATEX?
La Direttiva 2014/34/EU, cioè la direttiva ATEX relativa alle apparecchiature e ai sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive, definisce il concetto di “equipment” in relazione a dispositivi che hanno proprie potenziali sorgenti di accensione. La direttiva disciplina inoltre apparecchiature, sistemi di protezione e determinati componenti destinati a essere incorporati in tali sistemi.
Questo è importante perché non si può partire dalla semplice domanda:
“Il cilindro viene installato in una zona ATEX?”
e concludere automaticamente:
“Allora il cilindro deve avere una marcatura ATEX.”
La valutazione deve invece considerare:
- la funzione del componente;
- la sua autonomia o meno;
- le sue potenziali sorgenti di accensione;
- il modo in cui viene integrato nella macchina;
- le condizioni operative;
- l’eventuale presenza di componenti elettrici;
- la valutazione dell’intero sistema.
La direttiva richiede infatti che le potenziali sorgenti di accensione, comprese quelle non elettriche, siano prese in considerazione. Tra queste rientrano, per esempio, scintille, archi elettrici e temperature superficiali elevate.
3. Un cilindro puramente idraulico è una situazione diversa
Nel caso Vega analizzato, il cliente ha specificato espressamente che:
sui cilindri non saranno montati né sensori né interruttori.
Questo è un elemento fondamentale.
Il cilindro standard, nella configurazione considerata, è un componente puramente idraulico.
Non contiene:
- microinterruttori;
- sensori magnetici;
- sensori induttivi;
- elettronica;
- cablaggi elettrici;
- alimentazione elettrica.
La documentazione tecnica Vega richiamata nella risposta al cliente indica proprio che i cilindri idraulici standard senza componenti elettrici o elettronici aggiuntivi sono considerati sicuri per quanto riguarda il rischio di esplosione, pur nel rispetto delle condizioni indicate nel manuale.
Questa è la prima informazione da ricordare quando arriva una richiesta simile.
4. “Sicuro rispetto al rischio di esplosione” non significa “certificato ATEX”
Questo è probabilmente il punto più importante dell’intero caso.
Non bisogna confondere:
assenza di una specifica sorgente di accensione nel componente
con:
possesso di una certificazione ATEX individuale.
Nel caso Vega, la documentazione tecnica non forniva una classificazione o certificazione ATEX specifica del cilindro. Per questo motivo la risposta al cliente ha correttamente evitato di attribuire al cilindro una classificazione che Vega non aveva ufficialmente dichiarato.
Quindi, se un cliente chiede:
“Il vostro cilindro è ATEX?”
non bisogna rispondere automaticamente:
“Sì, è ATEX.”
se il prodotto non possiede effettivamente una certificazione o marcatura ATEX.
La risposta corretta deve distinguere tra:
- caratteristiche intrinseche del cilindro;
- indicazioni del manuale tecnico;
- eventuale certificazione ATEX del prodotto;
- requisiti ATEX della macchina completa.
5. Il punto fondamentale: il cilindro non lavora da solo
Un cilindro idraulico non può essere utilizzato autonomamente.
Per produrre il movimento è necessario un circuito idraulico.
Questo significa che molte delle condizioni che possono influenzare il rischio complessivo non sono determinate esclusivamente dal cilindro.
Per esempio:
- temperatura dell’olio;
- pressione;
- portata;
- temperatura del circuito;
- sistema di raffreddamento;
- tubazioni;
- raccordi;
- pompa;
- valvole;
- centralina;
- modalità di installazione;
- messa a terra/equipotenzialità;
- ambiente circostante.
La risposta Vega al cliente ha quindi chiarito che questi aspetti devono essere considerati nell’ambito della progettazione e valutazione di sicurezza del sistema completo.
6. E la messa a terra del cilindro?
Qui è importante non cadere nell’errore opposto.
Il fatto che il cilindro sia puramente idraulico non significa che si possa ignorare qualsiasi questione relativa all’elettricità statica.
Il Technical Manual Vega richiamato nella comunicazione indica infatti di:
- mettere a terra il cilindro;
- mettere a terra lo stelo;
- assicurarsi che le temperature del cilindro, dell’olio e del circuito idraulico rimangano entro limiti sicuri.
Questa indicazione non deve essere interpretata come:
“Il cilindro è un’apparecchiatura elettrica.”
Non lo è.
La messa a terra è una misura di sicurezza dell’installazione destinata a evitare che condizioni dell’impianto possano creare situazioni pericolose.
È quindi importante distinguere:
componente idraulico
da
condizioni di installazione del componente.
7. Chi deve gestire la temperatura dell’olio?
Questo è un altro punto fondamentale da ricordare nelle future richieste.
Il cilindro riceve olio da un circuito idraulico esterno.
La gestione della temperatura dell’olio dipende quindi dal sistema idraulico nel quale il cilindro viene integrato.
Il cliente deve considerare:
- temperatura dell’olio in ingresso;
- temperatura massima durante il funzionamento;
- capacità di raffreddamento della centralina;
- temperatura ambiente;
- ciclo di lavoro;
- dissipazione del calore;
- temperatura raggiunta dal cilindro.
Il manuale Vega richiamato nella comunicazione richiede che la temperatura dell’olio, del cilindro e del circuito rimanga entro limiti sicuri.
Questo non significa che Vega debba necessariamente progettare o certificare la centralina idraulica del cliente.
Significa che il progettista della macchina deve assicurarsi che il circuito complessivo rispetti le condizioni richieste dal cilindro.
8. E se il cliente chiede una marcatura come “CE Ex II 3G IIA T3 Gc”?
La marcatura richiesta dal cliente non deve essere semplicemente copiata nella documentazione Vega.
Nel caso specifico, il cliente aveva richiesto esplicitamente:
CE Ex II 3G IIA T3 Gc.
Ma Vega non disponeva di una marcatura individuale del cilindro con quella classificazione.
La risposta corretta è quindi:
Non possiamo dichiarare che il cilindro possieda quella marcatura se il prodotto non è stato certificato e marcato in tal senso.
Nella risposta inviata al cliente è stato infatti chiarito che, per il cilindro idraulico standard, la documentazione Vega disponibile non forniva una marcatura individuale II 3G IIA T3 Gc.
Questo è un principio che dobbiamo mantenere anche nelle future richieste.
9. Perché non dobbiamo inventare una classificazione ATEX
Il cliente può chiedere:
- Zone 1;
- Zone 2;
- Zone 21;
- Zone 22;
- gruppo IIA;
- gruppo IIB;
- gruppo IIC;
- classe T3;
- T4;
- marcatura Ex completa.
Ma se la documentazione Vega non assegna ufficialmente queste classificazioni al cilindro, non dobbiamo dedurle noi.
Anche se tecnicamente il cilindro sembra semplice.
Anche se non contiene componenti elettrici.
Anche se il cliente sostiene che “è solo un cilindro”.
Una classificazione ATEX è una dichiarazione tecnica formale e non deve essere ricostruita sulla base di supposizioni.
Nel caso analizzato, proprio per questo motivo la risposta Vega ha specificato che non avrebbe fornito una classificazione che la documentazione ufficiale non consentiva di confermare.
10. Cosa cambia se vengono montati sensori?
La situazione cambia sensibilmente se il cilindro viene fornito con:
- sensore magnetico;
- sensore induttivo;
- finecorsa meccanico;
- microinterruttore;
- cablaggio;
- altri componenti elettrici.
In quel caso non si può più considerare il prodotto semplicemente come un cilindro puramente idraulico.
I componenti elettrici devono essere valutati separatamente.
La risposta tecnica Vega al cliente lo specificava chiaramente: quando vengono aggiunti componenti elettrici o elettronici, questi devono essere considerati separatamente e i sensori standard Vega non possono essere automaticamente considerati certificati ATEX insieme al cilindro.
Questa è una regola pratica molto importante:
Cilindro senza sensori
→ valutazione del cilindro puramente idraulico e delle condizioni di installazione.
Cilindro con sensori/interruttori
→ devono essere valutati anche i componenti elettrici e la loro eventuale idoneità ATEX.
11. E se il cliente chiede una versione ATEX completa?
Qui bisogna fare un’altra distinzione.
Il cliente può chiedere:
“Potete sviluppare una versione EX del cilindro?”
Questa non è più una semplice domanda sulla compatibilità del prodotto standard.
È una richiesta di sviluppo/certificazione di prodotto.
Nel caso specifico, la risposta Vega ha chiarito che, se il costruttore della macchina avesse richiesto che ogni singolo componente fosse dotato di quella marcatura, si sarebbe trattato di una situazione diversa, che avrebbe richiesto la comprensione esatta del requisito.
In quel caso Vega dovrebbe valutare:
- requisito ATEX esatto;
- zona;
- atmosfera gas o polvere;
- gruppo;
- classe di temperatura;
- temperatura effettiva;
- materiali;
- eventuali accessori;
- condizioni operative;
- eventuali fonti di accensione;
- procedura di valutazione della conformità;
- documentazione necessaria.
Non è quindi una normale richiesta commerciale.
12. Perché la certificazione può richiedere un investimento importante
Una certificazione ATEX non significa semplicemente applicare un’etichetta sul cilindro.
La Direttiva ATEX richiede che le apparecchiature destinate ad atmosfere potenzialmente esplosive siano progettate considerando le possibili sorgenti di accensione, incluse quelle non elettriche, e le condizioni operative prevedibili.
Tra le sorgenti di accensione da considerare rientrano, ad esempio:
- scintille;
- archi elettrici;
- temperature superficiali elevate;
- altre sorgenti di accensione potenziali.
Per questo motivo, se Vega dovesse sviluppare una vera versione ATEX certificata, sarebbe necessario considerare un’attività tecnica e documentale molto più ampia rispetto alla semplice produzione del cilindro standard.
Nel caso analizzato è stato quindi correttamente evidenziato che ottenere una certificazione specifica potrebbe richiedere un investimento importante in tempo e risorse.
13. Attenzione: “non presenta sorgenti di accensione” non significa che il sistema non abbia rischi
Questo è un punto che è emerso in modo molto importante nel ragionamento sul caso.
Dire che un cilindro puramente idraulico non presenta, nella configurazione considerata, una specifica sorgente di accensione non significa:
“In un impianto ATEX non esiste nessun rischio.”
Significa invece che il cilindro, considerato nella sua funzione e configurazione, non presenta le stesse fonti di accensione proprie di un’apparecchiatura elettrica.
Il rischio complessivo deve comunque essere valutato nel sistema.
Per esempio, la Direttiva ATEX richiede di considerare sorgenti di accensione non elettriche e condizioni come le temperature superficiali.
Pertanto bisogna distinguere tra:
rischio introdotto dal componente
e
rischio dell’intero impianto nel quale il componente è installato.
14. Le temperature superficiali: chi le deve controllare?
La temperatura superficiale del cilindro dipende dalle condizioni operative del sistema.
Può essere influenzata da:
- temperatura dell’olio;
- frequenza di funzionamento;
- pressione;
- perdite interne;
- ambiente;
- temperatura dello stampo o della macchina;
- dissipazione del calore;
- eventuale raffreddamento.
Il manuale Vega, come riportato nella risposta al cliente, richiede che la temperatura del cilindro, dell’olio e del circuito rimanga entro limiti sicuri.
Quindi, se un cliente chiede:
“Il cilindro è T3?”
non è corretto attribuire automaticamente una classe T al cilindro se Vega non ha certificato il prodotto con quella classe.
È invece corretto spiegare che la temperatura effettiva del componente deve essere controllata nell’applicazione.
15. Il ruolo della macchina completa
Questo è probabilmente il concetto più importante da conservare per le prossime richieste.
Il cilindro è inserito in:
macchina
→ circuito idraulico
→ centralina
→ tubazioni
→ valvole
→ cilindro
→ eventuali sensori
→ ambiente di installazione
La valutazione ATEX della macchina deve tenere conto dell’insieme delle condizioni pertinenti.
La Direttiva 2014/34/EU richiede infatti un approccio di integrated explosion safety, cioè una progettazione orientata alla sicurezza contro l’esplosione considerando le possibili sorgenti di accensione.
Questo rafforza il principio che non è sufficiente guardare un singolo componente isolatamente.
16. Cosa deve fare il costruttore della macchina?
Quando il cilindro Vega viene integrato in una macchina destinata a un ambiente ATEX, il costruttore della macchina deve considerare almeno:
Ambiente
- zona ATEX;
- presenza di gas, vapori, nebbie o polveri;
- caratteristiche dell’atmosfera.
Circuito idraulico
- pressione;
- temperatura dell’olio;
- temperatura massima;
- portata;
- sistema di raffreddamento.
Cilindro
- temperatura superficiale;
- materiali;
- condizioni di funzionamento;
- eventuale presenza di componenti elettrici.
Installazione
- messa a terra;
- equipotenzialità;
- collegamenti;
- ambiente circostante.
Sistema completo
- possibili fonti di accensione;
- condizioni normali;
- condizioni anomale prevedibili;
- manutenzione;
- eventuali modifiche.
Questo è il livello al quale deve essere effettuata la valutazione della macchina.
17. Cosa deve invece fare Vega?
Per il cilindro standard, Vega deve fornire le informazioni tecniche relative al proprio prodotto e dichiarare ciò che è effettivamente supportato dalla propria documentazione.
Nel caso specifico:
Vega può dichiarare
- che il prodotto è un cilindro idraulico;
- che nella configurazione considerata è privo di componenti elettrici;
- che il Technical Manual fornisce indicazioni relative all’uso in ambienti potenzialmente esplosivi;
- che cilindro e stelo devono essere messi a terra;
- che temperatura del cilindro, dell’olio e del circuito devono rimanere entro limiti sicuri.
Vega non deve dichiarare senza documentazione
- una marcatura ATEX specifica;
- una categoria ATEX specifica;
- una zona di utilizzo specifica;
- un gruppo gas/polveri;
- una classe T;
- una dichiarazione “CE Ex II 3G IIA T3 Gc”.
Se questi elementi non sono ufficialmente presenti nella documentazione del prodotto, non devono essere inventati o dedotti.
18. La risposta standard che dobbiamo dare in futuro
Quando arriva una richiesta simile, possiamo utilizzare questo schema.
Se il cilindro è puramente idraulico:
I nostri cilindri idraulici standard, quando forniti senza sensori, interruttori o altri componenti elettrici/elettronici, sono componenti puramente idraulici destinati all’integrazione nella macchina. Il nostro Technical Manual fornisce indicazioni per l’utilizzo in ambienti potenzialmente esplosivi, inclusa la messa a terra del cilindro e dello stelo e il controllo delle temperature del cilindro, dell’olio e del circuito idraulico. Tuttavia, la documentazione Vega attuale non assegna al cilindro standard una specifica marcatura o classificazione ATEX individuale. Pertanto non possiamo dichiarare, senza una specifica certificazione, una marcatura come II 3G IIA T3 Gc. La valutazione dei requisiti ATEX relativi alla macchina e al sistema completo deve essere effettuata dal costruttore della macchina.
Questa dovrebbe essere la nostra risposta di base.
19. Se il cliente chiede: “Ma il cilindro può essere utilizzato in Zona 1/2/21/22?”
Non bisogna rispondere direttamente:
“Sì.”
oppure:
“No.”
senza prima distinguere il tipo di richiesta.
La risposta corretta deve essere:
Il cilindro standard Vega non dispone di una classificazione ATEX individuale che ci permetta di dichiarare direttamente l’idoneità per una specifica zona. Il Technical Manual fornisce indicazioni per l’utilizzo di cilindri puramente idraulici in ambienti potenzialmente esplosivi, ma la compatibilità dell’applicazione deve essere valutata nell’ambito del sistema completo e delle sue condizioni operative.
Questo evita di trasformare una valutazione tecnica in una certificazione che Vega non possiede.
20. Se il cliente chiede una versione con sensore
Qui bisogna fermarsi e chiedere:
- quale sensore;
- quale zona;
- gas o polvere;
- gruppo;
- classe di temperatura;
- temperatura di esercizio;
- eventuale classificazione richiesta.
Perché la presenza del sensore modifica il problema.
Come indicato nella risposta tecnica Vega, i sensori standard non possono essere automaticamente considerati ATEX-certified insieme al cilindro.
Quindi:
cilindro puramente idraulico
≠
cilindro + sensore elettrico.
21. Se il cliente vuole espressamente la marcatura sul cilindro
Se il cliente dice:
“Il mio cliente finale richiede che ogni singolo cilindro abbia la marcatura CE Ex II 3G IIA T3 Gc.”
la situazione cambia.
A quel punto non dobbiamo cercare di dimostrare che il cilindro “in teoria” è sicuro.
Dobbiamo chiedere la specifica tecnica esatta e valutare se Vega può sviluppare una versione certificata.
La risposta interna dovrebbe essere:
Questa non è più una semplice verifica di compatibilità del cilindro standard. È una richiesta di prodotto certificato con marcatura ATEX specifica. Deve essere valutata dal Technical Team e, se necessario, da un organismo competente secondo il percorso di conformità applicabile.
22. Perché non dobbiamo spendere subito tempo e denaro per certificare il cilindro
Questa è una conseguenza pratica molto importante per Vega.
Se un cliente chiede una certificazione individuale, non significa automaticamente che Vega debba iniziare un progetto di certificazione.
Prima bisogna capire:
La certificazione è realmente necessaria per il cilindro?
oppure:
Il cliente sta trasferendo sul fornitore del componente un requisito che appartiene alla macchina completa?
Nel caso specifico, il cilindro è fornito come componente idraulico e il cliente ha confermato che non saranno installati sensori o interruttori.
Prima di impegnare Vega in un progetto di certificazione costoso, bisogna quindi comprendere chi richiede la marcatura, per quale motivo e su quale base normativa/tecnica.
23. Non chiedere inutilmente al cliente se il cilindro “fa parte di una macchina”
Questo è un punto che abbiamo chiarito proprio durante questo caso.
Un cilindro idraulico Vega è destinato a essere integrato in un sistema.
Non è un’apparecchiatura autonoma che può funzionare indipendentemente.
Per questo motivo, la domanda:
“Il cilindro fa parte di una macchina?”
non è necessariamente la domanda più utile.
È molto più utile chiedere:
“Quale requisito specifico deve soddisfare il cilindro individualmente?”
e:
“Chi richiede che il cilindro abbia la marcatura ATEX e quale marcatura esatta viene richiesta?”
Queste domande ci permettono di capire se il cliente sta chiedendo:
- informazioni sulla compatibilità del cilindro;
- una dichiarazione tecnica;
- una certificazione individuale;
- una certificazione della macchina completa;
- una versione speciale del prodotto.
24. La domanda più importante da fare al cliente
Se un cliente invia una richiesta ATEX molto generica, la domanda migliore non è:
“In quale macchina verrà utilizzato?”
ma:
“Qual è il requisito specifico che il vostro cliente finale richiede per il cilindro individualmente?”
E subito dopo:
“La marcatura richiesta deve essere presente fisicamente sul cilindro oppure è sufficiente che il cilindro sia tecnicamente idoneo come componente della macchina?”
Questa distinzione può evitare settimane di lavoro inutile.
25. Checklist Vega per le future richieste ATEX
Quando arriva una richiesta ATEX relativa a un cilindro, possiamo usare questa checklist.
1. Il cilindro è puramente idraulico?
Sì → procedere con la valutazione del cilindro come componente idraulico.
No → identificare tutti i componenti elettrici/elettronici.
2. Sono presenti sensori o interruttori?
No → la valutazione è quella del cilindro puramente idraulico.
Sì → verificare separatamente l’idoneità ATEX dei componenti elettrici.
3. Il cliente chiede una marcatura specifica?
Annotare esattamente:
- II;
- categoria;
- G/D;
- gruppo;
- classe T;
- eventuale EPL;
- eventuale numero di certificato.
4. Vega possiede già quella certificazione?
Sì → fornire la documentazione ufficiale.
No → non dichiarare la certificazione.
5. Il cliente chiede una nuova certificazione?
Sì → passare la richiesta al Technical Team per valutare fattibilità, costi e tempi.
6. Controllare sempre il Technical Manual
Verificare:
- messa a terra;
- stelo;
- temperatura;
- olio;
- circuito idraulico;
- eventuali limitazioni.
7. Non attribuire automaticamente una zona ATEX
Non dichiarare:
- Zone 1;
- Zone 2;
- Zone 21;
- Zone 22;
se non esiste una documentazione Vega che lo supporti.
26. La regola fondamentale per Vega
Possiamo riassumere tutto il caso in una sola frase:
Un cilindro Vega puramente idraulico non deve essere presentato come ATEX-certified se non possiede una specifica certificazione/marcatura ATEX; possiamo invece descrivere ciò che il Technical Manual stabilisce per l’uso del cilindro e chiarire che le condizioni di installazione e la valutazione del sistema completo devono essere considerate dal costruttore della macchina.
Questa è la distinzione che dobbiamo mantenere sempre.
La normativa ATEX stessa richiede di considerare le possibili sorgenti di accensione, incluse quelle non elettriche, e le condizioni operative dell’apparecchiatura.
27. Conclusione: come dobbiamo rispondere la prossima volta
Il caso reale ha chiarito una situazione che potrebbe ripresentarsi con altri clienti.
Se un cliente chiede:
“Do you have ATEX hydraulic cylinders?”
la nostra risposta non dovrebbe partire immediatamente dalla ricerca di una certificazione.
Dobbiamo prima distinguere:
Cilindro standard puramente idraulico
→ componente destinato all’integrazione nella macchina.
Cilindro con sensori/interruttori
→ presenza di componenti elettrici da valutare separatamente.
Cilindro con richiesta di marcatura ATEX individuale
→ requisito specifico che Vega deve valutare come eventuale sviluppo/certificazione.
Nel caso attuale, il cliente ha specificato che i cilindri saranno senza sensori e senza interruttori.
Per il cilindro puramente idraulico, la documentazione Vega richiamata nella risposta indica una valutazione positiva rispetto al rischio di esplosione, subordinatamente alle condizioni di temperatura e messa a terra indicate nel manuale.
Ma questo non equivale a una certificazione ATEX individuale e non ci autorizza ad applicare al cilindro una marcatura come II 3G IIA T3 Gc se tale marcatura non è ufficialmente presente nella documentazione del prodotto.
Quindi, per le prossime richieste, la regola interna Vega dovrebbe essere:
Non certificare ciò che non è certificato.
Non inventare una classificazione ATEX.
Distinguere sempre il cilindro dalla macchina completa.
Verificare sempre se sono presenti componenti elettrici.
Fare riferimento al Technical Manual per temperatura e messa a terra.
Se il cliente pretende una marcatura individuale, trattarla come una richiesta specifica di certificazione, non come una caratteristica del cilindro standard.
Questo approccio ci permette di dare al cliente una risposta tecnica precisa senza assumere responsabilità o costi di certificazione che potrebbero non essere necessari.
Riferimenti utili
Per la parte normativa, la fonte primaria è la Direttiva 2014/34/EU (ATEX). La direttiva definisce apparecchiature, sistemi di protezione e componenti e richiede di considerare le potenziali sorgenti di accensione, comprese quelle non elettriche.



